Economia e lavoro - 06 agosto 2026, 19:46

Banca di Asti, fiducia in crescita e masse a 18,5 miliardi: i risultati del primo semestre

​L'utile netto consolidato si attesta a 26,7 milioni di euro, dopo aver assorbito importanti investimenti strategici. L'amministratore delegato Fiorini conferma il percorso di sviluppo e la solidità dell'istituto

​Il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti ha approvato i risultati preliminari relativi al primo semestre del 2026. 

I dati evidenziano una solida struttura patrimoniale e una crescita della fiducia da parte dei clienti, pur in un contesto di investimenti strategici che hanno fisiologicamente inciso sulla redditività a breve termine. 

L'utile netto consolidato del gruppo si attesta a 26,7 milioni di euro, dopo aver scontato circa 10 milioni di euro di oneri non ricorrenti, mentre l'utile netto individuale della banca chiude a 34,1 milioni di euro.  

​I numeri della crescita e la visione dei vertici
 

​Le masse fiduciarie affidate alla banca raggiungono i 18,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 2,4 per cento rispetto alla chiusura dell'anno precedente. 

Un risultato trainato in particolare dallo sviluppo della raccolta indiretta, che ha registrato un solido aumento dell'8,5 per cento. I crediti verso la clientela superano i 7,5 miliardi di euro, in crescita dell'1 per cento. Durante la prima parte dell'anno sono stati inoltre erogati nuovi finanziamenti per 1,2 miliardi di euro, confermando l'impegno costante a sostegno delle famiglie e delle imprese del territorio.  
​A commentare l'andamento del semestre è intervenuto l'amministratore delegato del gruppo, Roberto Fiorini: "Ogni numero racconta una storia. Quelli di questo semestre raccontano una crescita della fiducia: oltre 18,5 miliardi di euro di masse affidate al Gruppo Cassa di Risparmio di Asti testimoniano la vicinanza di clienti e territori e confermano che il percorso di evoluzione intrapreso sta già producendo risultati concreti".
 

​In merito alle dinamiche della redditività, l'amministratore delegato ha poi precisato le scelte della banca: "In questo contesto, la flessione della redditività rispetto al primo semestre 2025 riflette la scelta consapevole di anticipare investimenti strategici nelle persone, nella consulenza, nell'innovazione e nella qualità del servizio: un percorso di trasformazione già in corso, i cui benefici sono attesi manifestarsi con crescente evidenza già nel prossimo futuro, rafforzando la capacità del Gruppo di generare crescita e valore nel medio-lungo periodo".
 

​Solidità patrimoniale e qualità del credito
 

​Gli indicatori di stabilità si confermano su livelli di assoluta sicurezza. Il CET 1 Ratio del gruppo si attesta al 17,5 per cento, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 21,4 per cento. Anche la liquidità mantiene parametri eccellenti, ampiamente superiori ai requisiti regolamentari, con un Liquidity Coverage Ratio al 232,9 per cento e un Net Stable Funding Ratio al 163 per cento.
​Sul fronte della qualità del credito si registrano miglioramenti significativi.

 Il rapporto sui crediti deteriorati scende al 4,03 per cento lordo e al 2,18 per cento netto. Le sofferenze nette rappresentano lo 0,38 per cento dei crediti complessivi, con un elevato tasso di copertura che testimonia la capacità dell'istituto di mantenere un portafoglio protetto. I costi operativi consolidati ammontano a 154,8 milioni di euro, con un incremento del 13,8 per cento coerente con le politiche di investimento in atto.  
 

​I dettagli del bilancio
 

​Leggendo i prospetti riclassificati, il margine di interesse consolidato del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti raggiunge quota 132,4 milioni di euro, evidenziando un progresso rispetto ai 128,1 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente. Le commissioni nette mostrano un deciso balzo in avanti, passando da 45,1 a 59,6 milioni di euro, portando il margine di intermediazione lordo a 238,5 milioni di euro. Passando ai dati individuali della capogruppo, Banca di Asti chiude il semestre con un margine di interesse di 118,6 milioni di euro e un margine di intermediazione lordo pari a 219,1 milioni di euro.  

Redazione