La misura sembra ormai colma per gli abitanti delle case popolari del quartiere Praia. Questa mattina in via Fenoglio, ai civici 1, 3 e 5, è andato in scena un sopralluogo organizzato dalla lista civica Città Amica per toccare con mano le condizioni di insicurezza in cui versano gli stabili e le aree circostanti.
All'incontro hanno partecipato gli esponenti Mauro Cuniberti, Pier Paolo Novara, l'architetto Maurizio Galosso, Francesco Citino, Antonio Fragomeni e Paolino Vitello, affiancati da una folta rappresentanza di residenti pronti a denunciare una situazione vissuta come un profondo abbandono.
Il tempismo dei rattoppi e le barriere architettoniche
Al loro arrivo, i rappresentanti e i cittadini si sono trovati di fronte a una scena che ha destato non poca perplessità. Alcuni operai stavano proprio in quel momento chiudendo con il cemento le buche da cui sporgevano pericolosi ferri d'armatura.
A tal proposito Mauro Cuniberti ha commentato: "Mi fa 'specie' che io arrivo oggi e le buche sono coperte perché i giornalisti sono venuti a fare un servizio. Va bene, è tardi, non si doveva fare molto prima, certo. Sono due anni che ci dicono che queste buche ci sono, spaccano le macchine, le carrozzelle non possono transitare. Ci sono tantissimi problemi".
L'esponente ha poi puntato il dito contro il dramma quotidiano delle barriere architettoniche, un ostacolo insormontabile per la mobilità autonoma. Osservando la situazione ha sottolineato: "Le persone qui presenti, ci sono molti disabili dove non c'è neanche una rampa che possa permettergli di scendere dalla propria casa, ma devono essere sollevati a braccia. Ritengo che oggi una barriera architettonica sia una cosa d'obbligo da superare".
Una condizione di immobilità forzata che ha portato Cuniberti a un'amara sintesi: "Tutti hanno dei doveri, ma hanno anche dei diritti. Oggi c'è un'assenza dei diritti".
Gli infortuni documentati e i crolli strutturali
Il dissesto si è già trasformato in danni fisici reali e refertati per alcuni inquilini. Il caso più grave riguarda un uomo, vittima di una rovinosa caduta a causa di un buco stradale largo ben 80 centimetri. Il referto attesta un ricovero in codice arancione e documenta lesioni severe, tra cui un trauma cranico con ematoma sub-galeale e molteplici traumi a spalla, anca, caviglia e al rachide lombo-sacrale, con una prognosi prolungata.
Le insidie, tuttavia, non arrivano solo dal suolo. Durante il presidio era presente anche un residente costretto a indossare un evidente collare cervicale, dopo essere stato colpito alla testa dal distacco di un calcinaccio crollato dall'alto.
Sulla condizione degli edifici è intervenuto l'architetto Maurizio Galosso, chiarendo l'origine delle criticità: "Il problema è di manutenzione ordinaria che non è stata mai fatta. Quindi si staccano i cornicioni, i pilastri sarebbero tutti da riparare. Tutti i cornicioni sotto l'androne del condominio sono da riparare".
Il paradosso delle spese in viale Pilone
A esasperare ulteriormente gli animi è la complessa gestione contabile denunciata da alcuni inquilini. Il residente Antonio, portavoce dei condomini di viale Pilone 139, ha mostrato carte alla mano le missive ricevute dall'ente gestore, denunciando richieste economiche avvertite come totalmente illogiche.
Spiegando i fatti l'uomo ha dichiarato: "Abbiamo scritto al mondo intero e nessuno ci ha risposto. Anzi, ci è arrivato questo documento qualche giorno fa dove ci chiedono dei soldi senza giustificare nessuna spesa".
Il residente ha poi illustrato la propria situazione personale, che rasenta il paradosso: "Facendo un vecchio storico dal 2023 ad oggi, ho versato e sono in credito di oltre 2mila euro e loro mi chiedono ancora 1.950 euro. Cioè, sono loro che devono dare a me e loro chiedono dei soldi a me".