Attualità - 09 agosto 2026, 06:59

Viaggio in auto oltre i confini, quando i fari e il clacson parlano una lingua diversa

Secondo un'indagine otto automobilisti su dieci ritengono rischioso guidare all'estero senza conoscere le consuetudini locali. Dalle renne in Finlandia al dito medio in Germania

Quando si parte per le ferie, l'attenzione ricade su pedaggi e limiti di velocità, ma quasi mai sulle regole non scritte del Paese che si visita. Eppure, ignorare il galateo stradale locale può nascondere non poche insidie.

A confermarlo è un recente studio condotto da carVertical su un campione di oltre quattromila utenti europei. I dati parlano chiaro. Il 47% dei conducenti ritiene che la scarsa conoscenza delle abitudini altrui crei vere e proprie situazioni di pericolo, mentre per il 33% costituisce un rischio occasionale. Insomma, per otto guidatori su dieci l'incognita culturale al volante è un problema reale.

Il linguaggio segreto degli abbaglianti

Un semplice lampeggio può cambiare radicalmente significato varcando una frontiera. In Romania, ad esempio, i fari alti sono un vocabolario a sé. Servono per segnalare pericoli, per salutare i colleghi camionisti, per esprimere ammirazione davanti a una bella vettura o, se prolungati, per sostituire un insulto dopo una manovra azzardata.

Nel Regno Unito, al contrario, abbagliare è quasi sempre un gesto di estrema cortesia per cedere il passo. E se vi trovate nella Lapponia finlandese, fate attenzione. Un veicolo che lampeggia in senso opposto vi sta avvisando di un pericolo molto specifico: la presenza di renne sulla carreggiata.

Sulla questione interviene Matas Buzelis, esperto del settore per carVertical: "Il lampeggio degli abbaglianti è probabilmente il segnale silenzioso più diffuso in Europa per avvisare della presenza di pattuglie della polizia, autovelox, incidenti o altri ostacoli sulla strada". Un'usanza comune che però ha le sue eccezioni, come precisa l'esperto: "In Italia, tuttavia, segnalare la presenza delle forze dell'ordine è espressamente vietato dalla legge".

Dimmi come suoni e ti dirò chi sei

Anche l'uso del clacson divide l'Europa. Nelle zone rurali di Francia, Croazia e Romania un breve colpo di clacson equivale a un amichevole saluto tra vicini di casa. In Spagna è normale suonare per salutare parenti e amici, mentre in Portogallo e in terra francese sostituisce il campanello quando si arriva a casa di conoscenti. E se nel Nord Italia usarlo troppo spesso è considerato scortese, in molte zone del Sud resta uno strumento di interazione quotidiana.

Le quattro frecce, invece, uniscono l'Est. Da Polonia e Lituania fino a Slovacchia e Repubblica Ceca, azionare le luci di emergenza è il modo standard per ringraziare chi ci ha agevolato nel traffico. Curiosa la tradizione dei camionisti in Belgio, che ringraziano per un sorpasso azionando in rapida sequenza la freccia sinistra e poi quella destra.

Mani sul volante, ma attenzione ai gesti. Se la mano alzata per ringraziare è universale, in Germania mostrare il dito medio non è solo una scortesia, ma un comportamento che può costare una pesante multa se segnalato alle autorità.

Tra limiti di velocità e gatti neri

Lo studio evidenzia anche come l'interpretazione delle regole sia decisamente flessibile. In Belgio e nei Paesi dell'Est come Lettonia e Lituania, una tacita tolleranza spinge molti a viaggiare leggermente oltre i limiti consentiti. Un lusso che in Scandinavia si paga a caro prezzo, con sanzioni severissime recapitate direttamente a casa.

Infine, non mancano le superstizioni che superano il Codice della strada. In Italia, Croazia e Repubblica Ceca il gatto nero che attraversa la carreggiata fa ancora paura a molti guidatori. Gli italiani spesso evitano le partenze di martedì e venerdì, mentre in Spagna e Regno Unito c'è chi trattiene il respiro in galleria o davanti ai cimiteri per scacciare la cattiva sorte. Dettagli di colore che dimostrano come, anche al tempo dei navigatori satellitari, viaggiare significhi prima di tutto incontrare culture diverse.

Redazione