Nelle vigne delle Langhe e del Roero l'estate ha lasciato il suo segno: quasi due mesi senza una vera pioggia, temperature che a inizio luglio hanno toccato punte fuori stagione, e un'annata che arriva dopo un anno in cui il vino piemontese ha dovuto fare i conti con un mercato meno generoso, tra il rallentamento dell'export e il peso dei nuovi dazi americani al 15%. Eppure, quota dopo quota, l'uva si è preparata alla vendemmia 2026, e i primi campionamenti restituiscono un quadro che Sergio Germano - presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e produttore a Serralunga d'Alba - racconta con la misura di chi la campagna la vive ogni giorno: "Abbiamo iniziato i campionamenti e tutto sommato le analisi sono anche belle: c'è un po' di anticipo, però c'è, come sempre, una differenza tra le quote più alte e quelle più basse".
Un anticipo che sulle uve di Alta Langa - Pinot Nero e Chardonnay in testa - si misura in quattro o cinque giorni, e che in alcune zone arriva fino a una settimana. Il Dolcetto, di cui in questi giorni si preparano i primi campioni, tiene bene le sue acidità, tanto che la raccolta dovrebbe aprirsi "verso fine agosto o inizio settembre". Per lo Chardonnay destinato agli spumanti la vendemmia è già cominciata in alcune aziende, mentre altre la avvieranno nei prossimi giorni: un po' di pioggia, osserva Germano, darebbe "una mano a riequilibrare la fisiologia delle piante", ma a colpire di più è la tenuta dei vigneti dopo quasi due mesi di siccità, con pochissimi segnali di stress idrico e solo qualche vigna giovane in sofferenza - segno, per il presidente, che "i terreni, grazie alle piogge dell'inverno, si erano fatti buone riserve".
Oggi e domani arriveranno nuovi campioni di Dolcetto e le prime prove sulla Barbera, un modo per capire come le piante stanno rispondendo a un caldo fuori dal comune. Piante abituate a temperature più contenute, che davanti ai picchi di inizio luglio si erano in parte bloccate, proprio quando l'anticipo sembrava destinato a farsi molto più marcato. "Con questi caldi che hanno avuto un effetto un po' bloccante le piante si sono fermate un attimo: l'anticipo di cui tanto si temeva sarà quindi di pochi giorni, non un problema rispetto all'anno scorso", racconta Germano. Il risultato, oggi, è un paesaggio di vigneti che il presidente descrive "in condizioni di bel vigore", da cui trae una fiducia misurata: "C'è da ben sperare che, se la condizioni proseguiranno così, avremo una situazione ottimale".
Il quadro produttivo si inserisce in una stagione nella quale il Consorzio ha scelto anche di intervenire sulla gestione dell'offerta. Nell'assemblea del 26 giugno è stata approvata la riduzione delle rese produttive per Barbera d'Alba DOC e Langhe DOC Nebbiolo, fissando a 90 quintali per ettaro la quantità massima classificabile a denominazione. È stata inoltre confermata la riduzione dei superi dal 20 al 5% per Barolo, Barbaresco, Nebbiolo d'Alba e Langhe Nebbiolo. Una scelta inserita nel programma di gestione delle denominazioni, insieme al controllo degli impianti e alle attività di comunicazione e promozione.
Sul fronte commerciale rimangono le incognite già emerse negli ultimi mesi, dall'andamento dell'export alle tensioni sui mercati internazionali. Ma, con l'avvicinarsi della raccolta, l'attenzione dei produttori torna inevitabilmente sulle vigne. "Quando si comincia a parlare di vendemmia, lo stato d'animo punta alla produzione. Adesso è importante monitorare e portare a casa una vendemmia che promette potenzialmente cose interessanti. Poi vedremo come evolverà la parte atmosferica, in campagna le cose possono cambiare da un momento all'altro".