Attualità - 13 agosto 2026, 18:00

Vacanze Astigiane nei dintorni del Grosso

Oggi invito a Villafranca d'Asti, dove troneggia un ponte ferroviario denominato Grosso, simbolo e presenza rilevante, costruito nella prima metà dell'Ottocento

Il Grosso di Villafranca dipinto da Alessandro Porta

Tra i tanti gruppi e pagine Facebook che, da anni, utilizzo per promuovere l’unicità del nostro sontuoso territorio, l’ultima nata è “Piccoli, grandi valori dell’Astigiano”, incentrata sulla considerazione che la sua bellezza distintiva non nasca solo dai grandi monumenti, ma dalla somma di migliaia di piccoli dettagli, da difendere e valorizzare, che lo rendono riconoscibile e diverso da qualsiasi altro territorio. Pagina, per me unica, nell’avere anche un altro amministratore, Tiziano Cornaglia, torinese per lavoro che ha conservato forti legami e grande innamoramento per la sua Cortandone, oltre ad una casa dove torna col sorriso appena possibile. Pagina a quattro mani, con Tiziano a raccontare i meglio dettagli del Nord Astigiano ed io quelli a Sud.

Un suo recente racconto merita d’essere ripreso per diventare itinerario di gita tra Villafranca d’Asti e dintorni. Racconto su un gigante, il ponte ferroviario denominato Grosso o di Stenevasso, impossibile da non notare appena si entra in paese sulla statale arrivando da Dusino San Michele, anche se da qualche tempo la fitta vegetazione infestante di acacia ne compromette la visibilità e sarebbe consigliato dare una ripulita per farne risaltare l’architettura. Costruito a partire dagli anni quaranta dell'Ottocento lungo la linea ferroviaria per Genova, voluta dal Cavour, ha sopportato il passaggio di migliaia di treni, che i nostri nonni e bisnonni hanno largamente utilizzato prima del boom economico per recarsi nei mercati delle città per vendere i loro prodotti, per fare modesti viaggi di nozze, partire per il fronte ed emigrare verso nuovi paesi con una valigia piena di sogni e speranze, ma anche tanto rammarico nel cuore per aver lasciato la loro terra e i loro affetti. 

Sul Grosso gira anche una leggenda, tramandata da Giancarlo Mairano, ex capostazione di Villafranca d'Asti, noto e ricordato per aver tramandato racconti e storie del territorio, tra cui aneddoti sulla ferrovia e sui ponti della zona. Leggenda, o no che sia, sui terrapieni delle spalle del ponte, colmati con diverse locomotive non più utilizzate, gettate direttamente di sotto e seppellite da terra e pietre, per diventare una sorta di scatola del tempo ferroviaria. 

Osservandolo da vicino vi salterà subito all'occhio il dettaglio dell’insolita alternanza tra “moderno” cemento e mattoni a vista, di chiara origine ottocentesca. Alternanza riconducibile ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando gli aerei alleati, che cercavano in tutti i modi di rallentare i rifornimenti delle truppe nazifasciste su questa importante linea, danneggiarono opere come l’imponente gigante buono, riparato nel primo dopoguerra nelle parti distrutte con cemento armato. 

Il Grosso per gli abitanti del posto è punto di riferimento, indicazione, meta e simbolo carico di ricordi, del periodo bellico e non solo. Amato e ritratto in un suo momento di difficoltà, colpito dal fuoco aereo, da Alessandro Porta, designer e artista originario di Dusino San Michele, mancato nel 2018. 

Visto il ponte, non perdetevi un giro in Villafranca, una delle undici villenove Astesane, sviluppata nella seconda metà del '200, durante il periodo d’oro di Asti, assieme a Buttigliera e Villanova, per controllare la via diretta a Torino e ai mercati di Francia. Prima di tutto, la parrocchiale, intitolata ai Santi Elena ed Eusebio, nota anche come chiesa di Santa Maria Assunta; bel barocco di metà '600, realizzata per volere di Monsignor Giacomo Goria, grande rappresentante di una famiglia fondamentale per lo sviluppo del posto. All'interno, importanti stucchi del luganese Corbellini, coro e pulpito in legno, seicenteschi anche loro, e due tele di particolare interesse nella cappella dedicata a San Carlo Borromeo. 

E poi a far di conto per scoprire la dozzina di opere in ferro battuto di Giorgia San Lorenzo a tema "una volta c'era il mare". Dopo il mare erano arrivati i mastodonti del Villafranchiano, definizione temporale che dice tutto sulla quantità di reperti fossiliferi ritrovati in zona, anche durante i lavori di costruzione della linea ferroviaria. Scavi ferroviari diventati fossiliferi, poi resi tangibili dalla verve illustrativa del Porta con diverse sue opere pittoriche. E tutto torna. Difficile però tornino Masto, nome amicale del mastodonte di Villafranca d'Asti, e Rino, il rinoceronte bicorne di Dusino San Michele, oggi importanti presenze del Museo di Scienze Naturali di Torino. Due rarità che tre milioni di anni fa scorrazzavano sulle nostre terre, da poco emerse dal mare.

Davide Palazzetti


Quando vieni ad Asti non perderti:
- La Torre Comentina e la boutique di eccellenze enogastronomiche Tomedo: https://www.tomedo.it
- Tenuta Il Capitolo, antica dimora di fine 800, azienda agricola e location per eventi : https://www.tenutailcapitolo.it
- Complesso di San Pietro, a due passi dalla sede di Mangiaben con il suo e-commerce: https://www.mangiaben.com

Vuoi essere inserito nella lista dei luoghi astigiani da non perdere? Scrivi a info@lavocediasti.it