Il miele come lingua per raccontare un Paese. È l'idea che sta dietro a L'alveare parlante – Storie d'apicoltura e geografie dei mieli, il progetto ambientale e divulgativo ideato dalla giornalista Valentina Calzavara e patrocinato dall'Osservatorio Nazionale Miele, che entra ora nella fase operativa con la pubblicazione del bando nazionale di selezione sul sito informamiele.it.
Verranno scelte venti aziende apistiche, chiamate a diventare protagoniste di un grande ritratto collettivo dell'apicoltura italiana. Possono candidarsi soltanto le aziende iscritte alla 46esima edizione del concorso Tre Gocce d'Oro – Grandi Mieli d'Italia, la rassegna che dal 1981 seleziona i migliori mieli di produzione nazionale (Osservatorio Nazionale Miele).
Un patrimonio di oltre 1.700 mieli
"Un altro passo avanti per comunicare la qualità dei mieli italiani e la straordinaria capacità degli apicoltori di affrontare e resistere alle sempre maggiori criticità ambientali e commerciali", commenta Giancarlo Naldi, direttore dell'Osservatorio Nazionale Miele. L'ente ha deciso di mettere a disposizione del progetto il proprio patrimonio tecnico-scientifico e la ricchezza rappresentata dagli oltre 1.700 mieli in concorso, inviati da più di 500 apicoltori italiani.
"L'obiettivo è raccogliere e raccontare le storie più affascinanti che stanno dietro a questi mieli, dando voce ai territori, alle persone e al lavoro che li rende unici, e avvicinando sempre di più il grande pubblico al patrimonio apistico italiano", prosegue Naldi. "Ora spetta agli apicoltori scegliere liberamente di aderire a questo nuovo strumento di racconto e valorizzazione del loro patrimonio".
Due fasi per arrivare ai venti nomi
La selezione si articola in due passaggi. Una prima preselezione terrà conto dei riconoscimenti ottenuti al Tre Gocce d'Oro e della rappresentatività geografica delle candidature. Le aziende individuate saranno poi invitate a una call to action, con una breve descrizione della propria storia, dell'attività apistica, del legame con il territorio e degli elementi distintivi dell'esperienza maturata.
A decidere sarà una giuria di esperti, che valuterà la forza giornalistica del racconto, la capacità di rappresentare i valori fondanti dell'apicoltura italiana e l'originalità dell'azienda.
"L'obiettivo del progetto è di realizzare un grande ritratto dell'apicoltura italiana, andando a valorizzare quelle aziende che, oltre ad aver dimostrato l'elevata qualità dei loro mieli certificata dal concorso Tre Gocce d'Oro, si distinguono per la capacità di custodire la biodiversità, interpretare l'identità dei territori e rappresentare i valori più autentici del fare apicoltura", spiega Valentina Calzavara. "Le venti realtà selezionate diventeranno così ambasciatrici di un patrimonio fatto di paesaggi, fioriture, saperi, innovazione e competenze che rendono unico il miele italiano. Andremo quindi a raccontarle, promuovendo le loro storie".
L'Astigiano ha già le credenziali
Se il criterio di partenza sono i risultati al Tre Gocce d'Oro, la provincia di Asti ha argomenti da spendere. Nell'ultima edizione conclusa, la 45esima del 2025 — un anno da record con 1.790 mieli inviati da 599 apicoltori e 630 mieli premiati — nove aziende astigiane sono entrate nella guida ufficiale dei premiati, raccogliendo complessivamente ventiquattro riconoscimenti (Guida Tre Gocce d'Oro 2025).
Due di loro sono salite sul gradino più alto, quello delle Tre Gocce d'Oro, assegnate a soli 23 mieli in tutta Italia. Il primo è il miele di acacia dell'azienda agricola BeeLovers di Daniela Fracchia, prodotto nella zona boschiva di frazione Pelosi, a Viarigi, a duecento metri di altitudine. Il secondo è il miele di rododendro dell'azienda agricola Polyagrinova di Paulin Takumbo Takam, con sede in via Francesco Vercelli a Camerano Casasco e postazioni in alta quota, a 1.560 metri, nel comune di Groscavallo. Sono gli unici due mieli piemontesi premiati con il massimo riconoscimento, insieme a un castagno biellese e a un millefiori valdostano.
Polyagrinova, oltre alle Tre Gocce d'Oro, ha ottenuto tre Due Gocce d'Oro per acacia, castagno e millefiori di alta montagna delle Alpi. Non è la prima volta: già nella 42esima edizione l'azienda condotta dall'imprenditore di origine camerunense, conosciuto come Tak, aveva conquistato il primo premio nella categoria rododendro fra i mieli da apicoltura biologica.
Le altre aziende premiate nel 2025
Accanto ai due vertici, il resto del gruppo astigiano si è distinto con una notevole continuità di risultati, tutti registrati nella guida ufficiale dell'Osservatorio.
Marco Chiri, di borgo Bianchi a Villanova d'Asti, ha ottenuto cinque Due Gocce d'Oro, tutte per mieli di acacia raccolti in postazioni diverse: Piovà Massaia, la frazione Ciocchero di Villanova, la collina Nigiotto e Palazzo Borello a Montafia, la collina Negro a Cortazzone.
La Collina del Miele di Amedeo Galleano, in strada Bricco Taragno a Villafranca d'Asti, ha portato a casa cinque riconoscimenti: Due Gocce d'Oro per l'acacia della regione San Rocco e per il tarassaco, Una Goccia d'Oro per l'acacia di frazione San Carlo di Rocca d'Arazzo, per il coriandolo di Calliano e per un millefiori. È l'azienda astigiana più costante nel tempo: compare anche nelle guide del 2023 e del 2024 (Guida Tre Gocce d'Oro 2023).
Il Miele di Laura G. di Laura Gavello, in via Degiani a Portacomaro, ha conquistato Due Gocce d'Oro per il millefiori e Una Goccia d'Oro per l'acacia di Migliandolo e per il millefiori raccolto a Madonna della Neve di Frinco. L'azienda figurava tra i premiati già nell'edizione del 2020 (Guida Tre Gocce d'Oro 2020).
Aperibelle di Christian Bucci, in via San Carlo a Rocca d'Arazzo, ha ottenuto Due Gocce d'Oro per l'acacia e Una Goccia d'Oro per il millefiori. Beebzzz Apicoltura Nomade di Stillavato, con base a cascina Vaio di Montiglio Monferrato, ha ricevuto Due Gocce d'Oro per il millefiori di alta montagna delle Alpi e Una Goccia d'Oro per il rododendro, entrambi raccolti al Pian della Mussa. L'apicoltura Danilov Toshe, in via Sant'Anna a Calosso, si è distinta con Due Gocce d'Oro per un'acacia prodotta a Sessant, alle porte di Asti. Chiude l'elenco Alessandro Berruti, di via Scurzolengo a Calliano, con Una Goccia d'Oro per il millefiori di San Desiderio.
Nelle edizioni precedenti era stata premiata anche l'azienda agricola Emanuele Giardino di Cisterna d'Asti, presente nella guida del 2023.
Le tappe del progetto
La 46esima edizione del Tre Gocce d'Oro – Grandi Mieli d'Italia si concluderà domenica 20 settembre a Castel San Pietro Terme, nel Bolognese, con la cerimonia di proclamazione e la consegna dei riconoscimenti. Nella stessa occasione sarà presentato ufficialmente L'alveare parlante.
Il percorso proseguirà poi con la raccolta e la divulgazione delle storie dei venti apicoltori e apicoltrici scelti dalla giuria e si chiuderà a maggio 2027 con un evento celebrativo dedicato a loro. Il progetto gode del patrocinio nazionale di Coldiretti Api e Coldiretti Treviso, ha come partner operativo Apat – Apicoltori in Veneto ed è sostenuto da Globe Italia – Associazione Nazionale per il Clima e da Banca della Marca.
Le modalità di partecipazione e il testo integrale del bando sono consultabili sul sito dell'Osservatorio Nazionale Miele.