La Regione Piemonte mette in campo oltre 10 milioni di euro nel 2026 a sostegno di 334 realtà culturali piemontesi, nell’ambito delle diverse linee di finanziamento dedicate a cinema, spettacolo dal vivo, attività culturali e altre iniziative. Lo ha comunicato la Regione, sottolineando che si tratta di un sostegno rivolto alle realtà culturali che ne hanno fatto richiesta.
"Di fronte a questa notizia, come gruppo Uniti si Può riteniamo doveroso porre una domanda all’Amministrazione comunale di Asti: il Comune ha verificato la possibilità di accedere a queste opportunità per affrontare il problema dell’accessibilità della Sala Pastrone? E, se non lo ha fatto, perché?", scrive Vittoria Briccarello di Uniti si Può. "Non sosteniamo che i fondi annunciati dalla Regione fossero automaticamente destinabili ai lavori necessari alla piena accessibilità della sala. Sarebbe però altrettanto sbagliato ignorare che la Regione Piemonte ha previsto specifiche misure dedicate anche alla valorizzazione delle sale cinematografiche e che il proprio Programma triennale riconosce alla sala cinematografica un ruolo di presidio culturale, di aggregazione sociale e di valorizzazione dei centri urbani".
"Ed è proprio questo il punto: quando esistono opportunità di finanziamento, un’Amministrazione dovrebbe prima di tutto verificare se possono essere utilizzate per risolvere problemi concreti della città.
La questione dell’accessibilità non può essere considerata secondaria. Una struttura culturale pubblica deve poter essere fruita da tutte e tutti, comprese le persone con disabilità e con difficoltà motorie.
Lo avevamo già sostenuto parlando di impianti e spazi pubblici: l’accessibilità deve diventare un principio guida delle politiche comunali. In quel comunicato avevamo sottolineato la necessità di una visione strutturata e di investimenti concreti, perché senza progettazione e senza risorse non si può migliorare davvero la qualità della vita delle persone. Oggi chiediamo quindi al Comune di Asti di fare chiarezza".
"È stata verificata la possibilità di utilizzare bandi regionali o altre fonti di finanziamento per rendere finalmente accessibile Sala Pastrone? È stato presentato qualche progetto? Se non è stata presentata alcuna richiesta, quali sono le ragioni? E quali risorse intende mettere in campo l’Amministrazione per risolvere il problema? Sono domande semplici, ma importanti. Perché l’accessibilità non può rimanere una dichiarazione di principio: deve tradursi in interventi, progetti e finanziamenti. La cultura è un diritto di tutte e tutti. E una sala cinematografica che è patrimonio della città deve poter essere vissuta da tutta la città".