Vacanze Astigiane - 20 agosto 2026, 18:30

Vacanze Astigiane accompagnati da storia e storie

Oggi propongo un itinerario frutto di alcune delle tante storie lette su Astigiani, racconti non usuali e spunti per girare l'Astigiano motivati da storia e storie

Storia e storie da Cossombrato, Casorzo, Antignano e Cessole

Ogni numero del trimestrale Astigiani allieta con racconti incentrati su persone e avvenimenti che nel tempo hanno contribuito al nostro oggi, nell’encomiabile progetto editoriale di guardare al passato per andare meglio avanti. Tra gli aiuti al presente, sparsi a man bassa nei 55 numeri fino ad ora pubblicati, centinaia di storie su molti dei borghi dell’Astigiano. Articoli sempre incentrati su notizie e storie particolari che diventano originali inviti a scoprire molti nostri posti bellissimi. Ne ho scelte quattro. Dovevano essere cinque, ma già così sono andato assai più lungo del solito. Quattro di tantissime, che invito a scoprire dall’archivio online della testata, non escludendo di riprenderne qualcun’altra nelle prossime settimane.

I cinguettii settecenteschi di Cossombrato

Le memorie di Margarita Valenza Garretti Pelletta di Cosombrà compongono un libro, rilegato sotto forma di quaderno, alto e stretto, redatto con puntigliosità e calligrafia minuta, dal 1685 al 1735. Sessant’anni di notizie personali immerse in un contesto storico di guerre, occupazioni, ma anche nascite, morti, feste, corse del Palio. Citazioni essenziali di fatti personali e avvenimenti storici che ricordano molto gli odierni cinguettii, tipici di Twitter. Margarita era nata nel 1665 e, poco più che ventenne, andata in sposa a Gerolamo Pelletta, conte di Cossombrato e Soglio, vivendo tra Asti e il castello di Cossombrato. Castello dei Pelletta che ancora oggi caratterizza il borgo, formato da una serie di volumi composti in secoli diversi, che ne hanno determinato una strana forma. La parte più evidente è un corpo semi circolare, cui è addossata una torre rotonda, che risale, in alcune sue parti, al 1300. Altre parti dell'edificio sono riferibili al Seicento e al Settecento. Il tutto è assai movimentato da sporgenze e rientranze, con superfici animate da molte finestrature, anche asimmetriche, derivate dai diversi rimaneggiamenti. Luogo indubbiamente affascinante, da rimirare dall’esterno quale proprietà privata, salvo non vogliate diventare i suoi nuovi castellani, essendo esso in vendita.

I graffiti di Casorzo sulla “chiesa giornale”

La chiesa della Madonna delle Grazie a Casorzo, sorge su un’altura alle porte del paese, da dove accoglie con rotonda e cupola, edificate nel 1811. Elementi architettonici che cambiarono la fisionomia di un antico edificio romanico del XIII secolo. La struttura unisce una caratteristica rotonda neoclassica all'originaria abside in tufo giallo che nasconde un abbondante centinaio di incisioni, conservate sulla parete meridionale. Incisioni vecchie anche di oltre cinquecento anni, che riportano annotazioni su avvenimenti significativi per la comunità. Passaggi di figure pubbliche, eventi atmosferici eccezionali, carestie, persino arresti di briganti. Opera di anonimi cronisti che fino al novecento hanno lasciato testimonianze della loro epoca. Tra le epigrafi, la più vetusta risale al 1501 e cita una partenza, «die XXX octobris Bithotus de La Valle emigravit», mentre la più recente è datata 10 maggio 1938 e testimonia come l’italiano scritto per molti fosse una lingua piuttosto ostica: «andò il Duce a Genova e furono andati tuta la milizia di Casorzo a farci il suo onore».

Francesca, l’ultima donna di Garibaldi, da Antignano a Caprera

Anche una ragazza di umili origini può entrare nella storia d’Italia. A diciannove anni Francesca Armosino lasciò Saracchi, all’epoca frazione di Antignano, dal novembre 1880 aggregata al limitrofo comune di San Martino Alfieri, per andare a Caprera e diventare governante dei figli di Teresita, la terzogenita di Garibaldi. Tutto ha inizio nel 1865, quando Francesca, figlia di un tessitore, nata nel 1846, sbarca nell’isola di Caprera, dove viveva uno dei miti del suo tempo. Da giovane fantesca a terza e ultima sposa di Garibaldi al quale darà tre figli. La loro è una storia d’amore e di dedizione, nonostante la differenza d’età di oltre 40 anni. Francesca si farà sposare da Garibaldi e ne diventerà assistente premurosa e attenta. Nell’ottobre del 1880, dopo l’agognato matrimonio, gli sposi soggiornarono proprio presso la frazione da cui proveniva lei, nella casa che Garibaldi si era premurato di far costruire. Casa che oggi tutti chiamano «Palazzo Garibaldi» e su cui fa bella mostra una targa che recita «Giuseppe Garibaldi abitò questa casa dal XXIII ottobre al I novembre MDCCCLXXX».

Frate Jacopo da Cessole affascinò il Medioevo con il gioco degli scacchi

I primi trattati di scacchi risalgono al Medioevo e tra questi, il più importante in assoluto, composto alla fine del XIII secolo, è stato scritto da un frate originario di Cessole. Opera intitolata Liber de moribus hominum et officiis nobilium super ludo scachorum, dove il monaco domenicano descrive i “pezzi” presenti sulla scacchiera e le mosse del gioco, da cui traeva, straordinaria curiosità dell’opera, “exempla” per i suoi sermoni. In suo onore visitate Cessole, portandovi dietro una scacchiera e almeno un compagno di gioco, capace di mettevi alla prova con una partita all’ombra dell’immensa mole della parrocchiale di Cessole. Chiesa ultimata nel 1784 su progetto dell’architetto Giacomo Carretto, discepolo di Juvarra, composta da due chiese, una sull’altra: la superiore è la parrocchiale, sotto il titolo di Nostra Signora Assunta, mentre quella di sotto è l’oratorio della confraternita dei Disciplinati, intitolata a San Sebastiano. Come premio al vincitore di partita suggerisco poi una sontuosa agnolottata al mitico Ristorante Madonna della Neve, locale di piaceri gastronomici vari, assai noto per i suoi agnolotti del plin serviti, secondo la tradizione, sul tovagliolo. Imperdibili.

Davide Palazzetti


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