Da quando, a fine luglio, è stato pubblicato l’elenco dei Comuni Turistici del Piemonte, con il notizione che 66 borghi dell'Astigiano fossero entrati nel novero regionale, volevo evitare di andare contro corrente, ma l'eccesso di celebrazioni varie quasi mi obbliga. Mi obbliga prima di tutto a chiedere che ne sia degli altri 51.
I flussi turistici nell’Astigiano, tra il 2021 e il 2025, sono magnificamente esplosi, con le presenze quasi raddoppiate, da 311.000 a 582.000, grazie principalmente al boom dei posti letto, passati da poco più di diecimila a ben oltre sedicimila, in soli cinque anni. Boom imputabile all’ancora crescente fenomeno delle residenze turistiche, che tanto piacciono ai turisti e agli addetti, nel rilevare permanenze medie mai viste. Tutto bene allora. Tutto bene, ma i Comuni Turistici sono solo 66, nonostante per ottenere il riconoscimento regionale serva giusto l’invio di una domanda dove si certifichi di avere a bilancio una quota annuale di spesa corrente destinata al turismo, di importo non specificato, quindi liberi tutti.
Oltre a qualche risorsa promozionale, il Comune richiedente deve possedere almeno uno dei requisiti di un lungo elenco, tra cui l’adesione all’ATL di competenza, almeno 100 posti letto e un indice turistico uguale o superiore a 5, indice che si ottiene dal rapporto tra posti letto e abitanti x 100, essere in aree DOC, DOCG o UNESCO, o ancora, possedere attrattive storico-culturali e religiose, musei di rilievo almeno regionale e beni culturali e architettonici aperti, come minimo, 150 giorni all’anno. Requisiti assolutamente presenti, se non tutti almeno uno, in grandissima parte dei 51 esclusi.
Esclusi, credo, più per incomprensibile scelta che per altro, con il rammarico di non trovare citati in elenco decine di bellissimi borghi dell'Astigiano. Tanto per capirci, ne accenno quattro, con la forte speranza di leggerli nell’elenco 2027, assieme a tanti altri, andando ben oltre 66, anche per rendere sostenibili affermazioni come da recenti comunicati stampa: "...conferma la capacità del territorio di attrarre visitatori grazie a paesaggi, cultura, enogastronomia e ospitalità diffusa.".
Bubbio
Borgo arroccato su un terrazzamento naturale, che ha mantenuto intatto l'antico fascino, con le case disposte ai lati della trecentesca via Maestra, delimitata dal maestoso castello e dalla bella parrocchiale barocca. E ancora, Casa Sizia, spettacolare ed eclettica costruzione dello scorso secolo, in pietra viva e mattoni, e la galleria d'arte che raccoglie molte interessanti opere contemporanee dell’artista svizzero Quirin Mayer. Comune non turistico, nonostante 190 posti letto e 2.612 presenze turistiche nel 2025. Socio della ATL con un indice turistico da 24,4.
Cisterna d’Asti
Tipico esempio di antico borgo Astigiano dove, ovviamente, non può mancare un castello. Qui è un'imponente struttura fortificata, già citata in un documento del 911, che custodisce al suo interno una grande cisterna, da cui il nome del paese. Dal 1980 ospita il Museo Arti e Mestieri di un tempo: interessante e curata collezione di oltre 4.000 oggetti a raccontare cultura artigiana e contadina, tra Seicento e Novecento. Comune non turistico, nonostante 162 posti letto e 2.482 presenze turistiche nel 2025. Socio della ATL con un indice turistico da 13,4.
Casorzo
Chi non conosce il Bialbero di Casorzo? Chi non ha mai degustato almeno un calice di Malvasia di Casorzo DOC? Nettare tipico dagli aromi di elevata finezza, fruttati e floreali. Il borgo vanta origini celtiche e pare debba il suo nome ai locali produttori di formaggi, chiamati Casurciulli da Plinio. L'abitato è arroccato sulla sommità del colle dominato dalla imponente chiesa settecentesca di San Vincenzo, il cui sagrato è caratterizzato da La Castagna., un ippocastano di oltre duecento anni, quattro metri di circonferenza e una ventina di metri d'altezza, inserito nell’elenco regionale dei Patriarchi Verdi. Comune non turistico, nonostante socio della ATL, in area Paesaggi Vitivinicoli Unesco.
Moasca
Affascinante borgo incastonato tra le morbide colline vitate del Sud Astigiano, sempre pronto a far dialogare l’enogastronomia con la storia. E di storia tra le antiche mura del locale castello ce n’è veramente tanta, per non parlare della naturale bellezza dei panorami unici, godibili dalla sua terrazza. Posto bellissimo, caratterizzato dalle due imponenti torri circolari del suo maniero, importanti resti dell’edificio costruito nel 1351 sopra una ancor più antica fortificazione, rasa al suolo una cinquantina d'anni prima, visibile in una delle miniature del Codex Astensis. Comune non turistico, nonostante socio della ATL, in area Paesaggi Vitivinicoli Unesco, con una posizione di rilievo in zone DOCG per la Barbera d’Asti, il Canelli e il Nizza.