Cultura e tempo libero - 23 agosto 2026, 15:15

Il Cabreo dei baroni Crova del 1769 torna a splendere in una mostra itinerante

Un percorso espositivo tra arte, cartografia e storia locale promosso dall’Associazione Davide Lajolo e dall’Archivio di Stato di Asti. Prima tappa il 3 settembre a Vaglio Serra

L’Associazione culturale Davide Lajolo, in stretta collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Archivio di Stato di Asti, promuove un articolato progetto di valorizzazione dedicato al Cabreo dei baroni Crova del 1769, prezioso documento storico che racconta la memoria e la trasformazione del territorio monferrino.

L’iniziativa prenderà il via il 3 settembre a Vaglio Serra, dove nel Giardino dei tassi del Castello dei Crova verrà allestita una prima selezione di riproduzioni fotografiche del documento. Il percorso espositivo raggiungerà la sua veste completa il 27 novembre presso l’Archivio di Stato di Asti, nella suggestiva cornice dell’ex monastero cistercense di Santo Spirito e Sant’Anna. In questa occasione, l’Ente esporrà per la prima volta l’originale del Cabreo dei Crova affiancato ad altri rari e pregiati cabrei conservati nel proprio patrimonio. Nel febbraio 2027, la mostra concluderà il suo itinerario facendo tappa a Nizza Monferrato.

Un capolavoro di arte e catasto

Redatto nel 1769 dall’architetto e geometra Pietro Giovanni Petrino per conto del barone Luigi Crova, il Cabreo si compone di 105 carte minuziosamente illustrate ad acquerello. L’opera censiva con altissima qualità estetica e precisione catastale le estese proprietà della famiglia dislocate tra i comuni di Vaglio, Nizza, Calamandrana, Mombaruzzo, Fontanile, San Marzano, Incisa, Vinchio e Rocchetta Palafea. I Crova, tra i casati più illustri del Piemonte, legarono storicamente il proprio nome al territorio fin dal 1606 con l’acquisto del feudo di Vaglio da parte di Nicolao Crova, per poi consolidare il proprio prestigio con Luigi I, committente del Cabreo e del celebre Palazzo Crova a Nizza Monferrato, progettato dall’architetto Filippo Nicolis di Robilant.

Redazione