Le Langhe, il Roero e il Monferrato si confermano la culla dei grandi vini e una capitale internazionale dell'enoturismo, grazie al lavoro e ai sacrifici di chi coltiva la terra. In queste prime settimane di vendemmia si sta tuttavia assistendo a sacrifici estremi, con incidenti gravi e mortali che colpiscono i lavoratori tra i filari e nelle cantine.
L’ultimo tragico fatto è quello occorso nei giorni scorsi a Monastero Bormida, nell’Astigiano, dove un uomo di 50 anni ha perso la vita cadendo in un tino (leggi qui).
Di fronte a questi drammatici eventi, le istituzioni si stanno mobilitando nei rispettivi ambiti di competenza, ma anche il sindacato ribadisce con forza che la vita umana resta più importante di qualsiasi raccolto. La Uila Asti e Cuneo si schiera al fianco dei lavoratori per fare della sicurezza in agricoltura un obiettivo primario e un diritto ineludibile.
La Uil e la Uila portano avanti da quattro anni la campagna "Zero morti sul lavoro" e lo scorso luglio hanno ribadito i contenuti del "Protocollo d'intesa per la promozione del lavoro regolare, dell'abitare dignitoso e di trasporti sicuri per i lavoratori agricoli stagionali", contestualmente alla presentazione del disciplinare per la qualificazione etico-legale della filiera vitivinicola.
"Chiediamo con forza – dichiara il segretario generale di Uila Asti e Cuneo Alberto Battaglino – che siano presi provvedimenti idonei a garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati in agricoltura. Nessuna vendemmia può valere una vita! Ben vengano le iniziative annunciate dalle istituzioni, ma bisogna che siano complementari a una formazione vera di chi andrà al lavoro. In questi giorni assistiamo a una vera e propria corsa contro il tempo determinata dalla crisi climatica che sta portando in vigna gli stagionali con grande anticipo. Ricordiamo inoltre che nei filari si parlano tante lingue diverse, ma spesso non si parla neanche una parola d'italiano. Come si può parlare di sicurezza effettiva in queste condizioni di stress, se non si fa prevenzione effettiva e formazione attraverso mediatori culturali? In questo percorso dobbiamo essere protagonisti insieme con gli Enti bilaterali e con i Consorzi di produzione e attivarci affinché il Protocollo Langhe possa essere condiviso anche nel territorio astigiano in quanto strumento moderno e articolato a garanzia della legalità e sicurezza del lavoro dei lavoratori stagionali in agricoltura".
L'appello punta così a fare rete tra le province di Cuneo e Asti per tutelare la salute della manodopera impiegata nelle vigne piemontesi.