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Attualità | 03 settembre 2026, 18:24

Espropri di cascina Volta, le liste civiche chiedono trasparenza sui conteggi

Ambiente Asti e Uniti si può sollevano dubbi sulle richieste di pagamento inviate ai residenti. Sotto la lente i calcoli del Comune e le cifre chieste al metro quadro

L'assemblea degli abitanti di via Spandre a marzo

L'assemblea degli abitanti di via Spandre a marzo

La complessa e annosa vicenda degli espropri del PEEP di cascina Gala-Gambina-Volta torna al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare la questione sono i gruppi consiliari di opposizione Ambiente Asti e Uniti si può, che si fanno portavoce delle preoccupazioni delle famiglie residenti in collina Volta e via Spandre.

Dopo oltre trent'anni, i cittadini si sono visti recapitare richieste di pagamento dal Comune di Asti che, in molti casi, sfiorano le decine di migliaia di euro. Una situazione che ha spinto i due gruppi civici a diramare una nota congiunta per chiedere massima chiarezza sui criteri di calcolo.

"La sentenza che ha definito il contenzioso sull'indennità di esproprio è un dato di fatto" , premettono le liste civiche, ricordando che l'amministrazione ha già provveduto a liquidare le somme agli aventi diritto e sta ora cercando di recuperarle dai proprietari attuali. Tuttavia, precisano: "Ma una cosa è la sentenza sull'indennità dovuta ai proprietari originari dei terreni, altra cosa è stabilire quanto e quale parte della somma debba essere richiesto oggi a ciascun proprietario".

Le cifre della discordia e i calcoli al metro quadro

Secondo i dati diffusi e basati sulla sentenza della Corte d'Appello del 2024, il totale della somma ammonta a oltre 3 milioni di euro, precisamente 3.036.167,87 euro, calcolati su una superficie di 49.106,93 metri quadri. Questa cifra complessiva si divide in diverse voci: 1.694.107 euro per l'indennità di esproprio, 74.258,36 euro per l'indennità di occupazione, 1.018.460,36 euro per gli interessi sull'esproprio, 67.535,22 euro per gli interessi sull'occupazione e infine 181.806,93 euro per le spese legali. Tutto ciò porta a un valore calcolato di 61,83 euro al metro quadro.

Il nodo centrale, però, riguarda chi debba farsi carico di queste spese aggiuntive. Durante il recente consiglio comunale aperto, è emersa la necessità di ulteriori valutazioni tecniche. I rappresentanti di Ambiente Asti e Uniti si può evidenziano: "In primis perché, legalmente, ai cittadini spetterebbe di pagare solo le maggiorazioni per degli oneri di espropriazione, e non anche interessi e spese legali, come indica una delibera del 2017 dello stesso comune di Asti".

Le richieste all'amministrazione

Il documento prosegue elencando una serie di richieste formali rivolte al municipio, chiedendo di verificare la quota capitale ed escludere le metrature destinate ai servizi pubblici.

"Chiediamo quindi al Comune di Asti di mettere a disposizione di ogni proprietario il calcolo analitico e verificabile della somma richiesta" , incalzano le due forze politiche, domandando inoltre di "Indicare con precisione la superficie utilizzata per il calcolo e il criterio con cui è stata determinata".

Tra le istanze, vi è anche quella di "Valutare la sospensione delle procedure di riscossione relative alle somme contestate fino alla conclusione delle verifiche tecniche" e di "Fornire ai cittadini una rendicontazione completa delle somme effettivamente pagate dal Comune e di quelle effettivamente recuperabili dai singoli beneficiari".

L'intento, assicurano i gruppi, non è quello di annullare la sentenza o far venire meno gli obblighi dell'ente.

"Si chiede semplicemente che ogni cittadino paghi, eventualmente, soltanto ciò che è effettivamente dovuto e correttamente calcolato" , concludono i consiglieri, ribadendo che "Collina Volta merita una soluzione fondata su documenti, numeri verificabili e rispetto dei cittadini".

Redazione


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