Il comportamento del Sindaco di abbandonare per due sere consecutive il Consiglio comunale è fuori da ogni etica, non ci sono più limiti. Rasero ha proprio toccato il fondo, mentre il Comune viene svilito ogni giorno di più e la città è senza timone di fronte alle sfide che ci attendono. Il Sindaco si è preso la banca con un colpo di mano, il Re ha ottenuto il risultato ma è rimasto nudo e il prezzo da pagare è stato di trincerarsi dietro silenzi imbarazzanti, fughe dal Consiglio comunale, figure penose di fronte a tutta Asti.
In questi giorni abbiamo svolto due sedute di consiglio surreali, su cui aleggiava il segreto di pulcinella della lettera di Bankitalia, i cui contenuti non si possono assolutamente rivelare per riservatezza: ma tenerla celata rivela che in quella missiva Bankitalia non ha avvallato un’operazione forzata e disdicevole, altrimenti la lettera sarebbe stata prontamente sbandierata. Come minimo Bankitalia ha chiesto precisi chiarimenti e, secondo i ben informati, nemmeno le dimissioni da Sindaco dopo quelle da Presidente della Provincia basteranno a salvargli la poltrona, tanto agognta, da Presidente della Banca.
Visibilmente provato, la prima sera di Consiglio Rasero è rimasto 5 minuti e poi se ne è andato di fronte alle nostre richieste sulla sua compatibilità sul contenuto della missiva di Bankitalia. Per sentenza partorita dal segretario dopo un’ora di sospensione in seguito a nostra pregiudiziale, il Sindaco Presidente di Banca non può essere presente alle pratiche di bilancio visto il conflitto di interesse tra i due incarichi, come abbiamo sempre sostenuto. Bisognerebbe annoverare anche questo fra i grandi primati di Asti: città del vino, dei tartufi, delle cento torri che furono, oggi del Sindaco che non può approvare il suo bilancio, ovvero non può fare il Sindaco! Rasero ha avuto anche il coraggio di riprenderci per non aver concordato con lui le modalità con le quali fornire delucidazioni sulla lettera di Bankitalia vincolata da segretezza. Rasero non ci fa un favore, è lui, con alcuni sodali della Fondazione, che negli anni ha montato “il circo” della “presa della Banca”. Lui ha fatto un gioco troppo spregiudicato, ora è a lui che chiedono conto dell’incompatibilità del conflitto di interessi, lui che ha sempre sostenuto, ad oltranza, che il problema non si poneva.
Nella seconda seduta, Rasero era presente, certo sempre sommesso e con la coda fra le gambe ma almeno c’era. Decidiamo di ritirare tutte le interrogazioni e lasciamo solo quella che gli chiede conto delle dimissioni anticipate. Risultato: Rasero in un battito di ciglia lascia l'aula, prende la scala e se ne va. Scappa nuovamente per la seconda volta in due sere.
Dopo anni passati a fare bullismo istituzionale, a battere ogni palla come se fosse la sfida della vita, esagerando costantemente nella sua presenza e nel suo voler decidere su ogni cosa, Rasero ora non conosce altra strategia che la fuga lasciando il comune debole, debolissimo, senza timone, davanti a partite vitali. E dopo la sua fuga, un’ora di sospensione della maggioranza con ripetuti litigi su come comportarsi. Si sfregano le mani, con un comune così debole, tutti i potentati che devono fare gli accordi sull’idrico e sui rifiuti, le multiutility e i portatori di interessi, che cubano milioni di euro e determinano politiche e servizi in città con tariffe sempre più care per gli astigiani. La sorte dei servizi essenziali della città per i prossimi decenni abbandonata al caso mentre chi dovrebbe occuparsene pensa solo a difendere una poltrona presa con azioni spregiudicate. Rasero è di una irresponsabilità mai vista, dando le dimissioni lascerá il comune inchiodato su queste partite per altri dieci mesi? Come possono andare le trattative per la fusione degli acquedotti, con un Sindaco che scappa davanti alla domanda delle sue dimissioni e che, per ammissione dello stesso segretario, non potrà prendere parte alle pratiche di bilancio per incompatibilità e quindi presumibilmente uscirà di scena prima di dicembre? Dum Romae consulitur, saguntum expugnantur: Dum Rasero consulitur, Asti expugnantur?
Intanto, le cose evolvono anche sul fronte bancario. Abbiamo sollevato la questione degli esodi qualche mese fa, e puntualmente è arrivata la replica “dei giovani astigiani” che da giovani fuori ma vecchi dentro ci hanno accusato di irresponsabilità. Ma a parte farneticazioni che denotano che l'età anagrafica spesso è inversamente proporzionale all'età dello spirito, in questi giorni arriva la conferma di quanto da noi sostenuto: gli esodi ci saranno, più di 150 esuberi, mentre in questi giorni sono scattati altri 20 accorpamenti di filiale. Oggi come a luglio valgono le stesse riflessioni: evviva che tante persone possano finalmente andare in pensione, ma in che percentuale verranno sostituite queste figure professionali e quali saranno le ricadute sul futuro dell'Azienda? Con Rasero Presidente, con il Manager Unicredit, il nuovo CdA e Negro Presidente della Fondazione il “crono programma” della razionalizzazione aziendale e, chissà, della vendita, procede speditamente.
Mentre Rasero cerca a tutti i costi di fornire risposte plausibili a Bankitalia la città è allo sbando e la Banca degli astigiani perde posti di lavoro e sta riducendo gli sportelli. Ecco il risultato finale di nove anni di Rasero Sindaco.
Uniti si può