Asti | 12 settembre 2026, 10:55

Cercatore di funghi di Roatto muore in montagna: ritrovato senza vita nel Canavese

All'origine della morte ci sarebbe stato un malore. Il recupero della salma è stato effettuato dagli uomini del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico

Cercatore di funghi di Roatto muore in montagna: ritrovato senza vita nel Canavese

Era uscito per una giornata alla ricerca di funghi, ma non ha più fatto ritorno a casa. È morto a 72 anni un uomo residente a Roatto, nell'Astigiano, ritrovato nella tarda serata di venerdì 11 settembre sulle montagne di Valprato Soana, nel territorio del Canavese.

A far scattare l'allarme è stata la moglie, preoccupata per il mancato rientro del marito e consapevole dei suoi problemi cardiaci. 

Le squadre di soccorso hanno quindi avviato le ricerche nella zona montana, particolarmente impervia.

Il corpo dell'uomo è stato infine individuato da uno dei figli che ha partecipato alle ricerche. Per il 72enne, però, non c'era più nulla da fare: il personale sanitario del 118 di Azienda Zero ha potuto soltanto constatarne il decesso. All'origine della morte ci sarebbe stato un malore.

Il recupero della salma è stato effettuato dagli uomini del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. Nelle operazioni sono state impegnate anche le squadre dei vigili del fuoco di Ivrea, Torino Centrale e Rivarolo Canavese.

Sul luogo sono intervenuti inoltre i carabinieri della stazione di Ronco Canavese per gli accertamenti del caso, insieme al Soccorso alpino della Guardia di finanza della stazione di Bardonecchia.

Redazione

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Viviamo in un posto bellissimo

Davide Palazzetti

Chi sono in tre righe? Ci si prova.
Partiamo dal personale: marito innamorato e padre fortunato. Tergiversando poi su info tipiche da curriculum, amo il nostro territorio. Lo vivo come nostro anche se vi arrivo da Genova nel 2003. Mi occupo di marketing territoriale e promozione turistica con la piacevole consapevolezza di quanta bellezza ci circondi. Racconto un posto bellissimo, qui e su alcuni miei gruppi Facebook, nella certezza che una delle poche vie di riscatto dell’Astigiano sia riempirlo di turisti.

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