Perché l'auto resta la scelta più pratica
Provate a raggiungere Barolo in autobus da Asti. Non è impossibile, ma servono cambi, attese, pazienza. La rete di trasporto pubblico tra le colline del vino copre bene i centri principali – Asti, Alba – mentre i borghi più piccoli, quelli che poi sono il vero motivo per cui ci si mette in viaggio, restano fuori dalle rotte regolari. Barolo, Neive, La Morra, Grinzane Cavour: per arrivarci serve un'auto, punto. Le strade sono panoramiche, certo, ma anche strette, con curve continue, e i tempi di percorrenza finiscono sempre per essere un po' più lunghi di quello che dice la mappa. Chi ha un'auto propria non ha problemi. Chi non ce l'ha, la noleggia.
Un territorio patrimonio UNESCO, ma non fatto per la fretta
Le colline di Langhe, Roero e Monferrato sono entrate nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO il 22 giugno 2014 – cinquantesimo sito italiano a ricevere il riconoscimento. Il paesaggio tutelato comprende cinque aree vitivinicole distinte, più il Castello di Grinzane Cavour. Sulla carta sembra un territorio compatto. Guidandoci dentro, ci si rende conto che è tutto un saliscendi di borghi piccoli e vicini in linea d'aria, ma collegati più da strade di campagna che da linee di trasporto pubblico affidabili.
Da Asti, prenotare l'auto in anticipo con Localrent evita almeno una seccatura: quella di arrivare in città e trovarsi a fare la fila al banco noleggio durante il weekend o l'alta stagione. Si ritira l'auto e si parte, senza perdere la mattinata.
Quanto ci vuole davvero, da Asti ai borghi del vino
Sulla carta le distanze sono brevi. Su strada, tra curve e saliscendi, un po' meno – ma restano comunque gestibili in giornata:
Asti – Barbaresco: circa 28 km, 25 minuti circa.
Asti – Alba: circa 30 km, 20-25 minuti.
Asti – Barolo: circa 41-42 km, mezz'ora abbondante.
Alba – Barolo: circa 15 km, un quarto d'ora.
Numeri modesti, che però dicono una cosa precisa: partendo da Asti al mattino si possono toccare tre o quattro borghi nella stessa giornata, cosa quasi impossibile affidandosi ai soli mezzi pubblici, che tra cambi e attese possono far perdere ore preziose.
Un giro di un giorno tra vigneti e cantine
Si parte da Asti verso Barbaresco: colline ordinate, filari a perdita d'occhio, cantine storiche che aprono le porte ai visitatori. Da lì, venti minuti scarsi, e si è ad Alba – Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, un buon posto dove fermarsi più a lungo, tra il centro storico e i mercati. Ultima tappa, a un quarto d'ora da Alba: Barolo, con il suo castello e le cantine che portano lo stesso nome del vino. Poi si torna verso Asti, altri trenta minuti.
Niente di complicato. E soprattutto, niente orari fissi: se una cantina merita mezz'ora in più, la si prende. Un pullman turistico, quello, non lo permette.
Prima di partire, qualche accorgimento
Strade collinari, curve frequenti: meglio guidare piano, specialmente tra i vigneti.
Parcheggio limitato nei centri storici dei borghi – meglio lasciare l'auto alle aree segnalate all'ingresso e proseguire a piedi.
Tra settembre e ottobre, durante la vendemmia, il traffico locale cresce: partire presto al mattino aiuta a evitarlo.
Vale la pena controllare che il noleggio includa un'assicurazione adatta a strade extraurbane, viste le tante curve del percorso.
Un territorio da vivere al proprio ritmo
Langhe e Monferrato non sono pensate per essere viste di corsa. Le distanze tra un borgo e l'altro sono ridotte, ma quello che le rende speciali – cantine familiari, castelli, centri storici piccoli e raccolti – si scopre solo con tempi non forzati. L'auto, più che una comodità, qui è quasi una condizione: permette di fermarsi dove serve, deviare per una cantina scoperta per caso, restare qualche minuto in più davanti a una vista sulle colline. E chi parte da Asti ha un vantaggio in più: il territorio patrimonio UNESCO comincia praticamente dietro l'angolo.
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