La ripresa delle lezioni per gli oltre ventiduemila studenti della provincia di Asti ripropone le consuete criticità strutturali, segnando una netta distanza tra le strategie dichiarate a livello ministeriale e la realtà quotidiana degli istituti del territorio. Accanto al massiccio ricorso al precariato, testimoniato da oltre seicento cattedre affidate a personale supplente, pesano le recenti fusioni deliberate per contenere la spesa e un diffuso deficit tecnologico, che vede molti insegnanti impossibilitati persino ad agganciarsi a una rete internet per svolgere le lezioni.
Sulla situazione interviene anche il coordinatore di Azione Mario Bovino, evidenziando come l'accesso alla formazione debba tradursi in ambienti didattici moderni, sicuri e pienamente operativi. In molte aule, infatti, la carenza di computer efficienti e di connessioni stabili impedisce lo svolgimento di una didattica al passo con i tempi. A fronte di richieste formative sempre più orientate alle competenze avanzate, le strutture continuano a disporre di dotazioni inadeguate. Secondo Bovino, "Asti non può continuare ad andare a rilento: dobbiamo correre per non rimanere indietro rispetto al resto del Piemonte e dell'Italia", un ritardo che rischia di compromettere la competitività delle nuove generazioni.
Il quadro delineato impone interventi mirati e immediati. Secondo Bovino, la disponibilità di una connessione Wi-Fi affidabile e di postazioni informatiche funzionanti in ogni plesso rappresenta ormai una dotazione essenziale e non un elemento accessorio. Allo stesso modo, i processi di accorpamento tra sedi scolastiche storiche non possono ridursi a mere manovre di bilancio, ma devono mirare a preservare la qualità dell'offerta formativa, salvaguardando sia gli indirizzi liceali sia i percorsi professionali.
Un'ulteriore priorità riguarda la continuità didattica, compromessa dalla costante rotazione degli insegnanti a ogni avvio di anno scolastico, insieme alla necessità di alleggerire gli oneri burocratici per le famiglie e garantire servizi di trasporto pubblico puntuali. Investire sull'istruzione e sui giovani significa creare le basi per l'occupazione e il benessere dell'intera comunità, motivo per cui "la scuola deve tornare al centro delle priorità del nostro territorio", conclude il referente di Azione.