Sabato 26 settembre sbarcherà a Torino, in via Carlo Alberto angolo via Po, la prima boutique cittadina della pasticceria Brignone, storica realtà dolciaria ben nota a Dronero. Non una semplice vetrina in più, ma il naturale sbocco di un percorso che parte da lontano, da una bottega di paese divenuta negli anni punto di riferimento per tutte le zone circostanti e soprattutto per la Val Maira. Dietro la scelta di Torino c'è un ragionamento preciso: la città, negli ultimi anni, guarda con curiosità crescente a chi arriva dalla provincia piemontese con una storia vera da raccontare. E per la famiglia Brignone, ormai alla terza generazione, di misurarsi con un pubblico più ampio è una sfida in cui vale la pena impegnarsi a fondo.
Una pasticceria che per Dronero è un’istituzione
A Dronero, Brignone non è "una pasticceria", ma piuttosto un pezzo di identità cittadina. Tutto comincia nel 1964: sono Celestino e Giuseppina Brignone ad aprire per primi il locale di via Roma, la stessa bottega che oggi, dopo sessant'anni, non ha mai smesso di sfornare dolci. Da allora il testimone è passato di mano in mano fino ad arrivare alla terza generazione, quella che ha deciso il grande passo verso Torino. Sono loro ad aver affiancato al negozio storico anche un bistrot a Roccabruna e un canale di vendita online, senza però intaccare il cuore del mestiere: la lavorazione artigianale, fatta ancora a mano, degli stessi dolci che hanno reso famoso il nome Brignone ben oltre i confini della valle.
Un solo dolcetto e due anime
Il biglietto da visita della pasticceria porta un nome solo: il Dronerese. Due gusci di meringa, sottili e friabili, racchiudono un cuore morbido che può prendere due strade diverse. Nella versione classica è crema pasticcera profumata al rum, in un contrasto tra la leggerezza della meringa e la rotondità alcolica del ripieno. Nella variante senza liquore, pensata anche per chi il rum preferisce evitarlo, il cuore diventa gianduja, con la nocciola piemontese a dialogare con il cioccolato in un risultato più morbido e avvolgente. Due anime dello stesso dolce, capaci di raccontare a modo loro la doppia vocazione della pasticceria: fedeltà alla ricetta e voglia di darle più di una voce.
Il Dronerese di Brignone: assaggiato, e promosso
Ovviamente i Droneresi di Brignone li conoscevo, ma la notizia dell’apertura torinese mi ha spinto a tornare ad assaggiarli, questa volta nel bistrot di Roccabruna. E devo dire che, sebbene temessi che l’ampliarsi dell’attività potesse avere avuto qualche ricaduta sulla qualità, mi è bastato il primo morso per venire sedotto dalla croccantezza della meringa che subito si stempera nella morbidezza del ripieno. Quale scegliere? De gustibus. Tanto per non sbagliarmi, io li ho assaggiati tutti e due, pensando che anche i torinesi, tra pochi giorni, avranno la possibilità di fare altrettanto senza dover salire fino in Valle Maira.. E sono pronto a scommettere che non saranno pochi ad innamorarsene subito.