Il verdetto delle presenze premia la scelta di far dialogare le grandi etichette piemontesi con il patrimonio monumentale cittadino. Conclusa ad Asti la Douja d’Or 2026, il salone nazionale dei vini archivia la dieci giorni nel cuore antico della città tagliando il traguardo di circa 140 mila presenze nei due fine settimana, arricchite da banchi d'assaggio gremiti e da oltre 700 partecipanti distribuiti nelle 30 masterclass specialistiche.
L'assetto logistico incentrato su una formula diffusa ha visto le degustazioni e gli incontri dislocarsi tra Piazza San Secondo, Palazzo Ottolenghi e Palazzo Alfieri, intercettando un flusso eterogeneo di visitatori. Accanto alla risposta locale, la kermesse ha richiamato una fitta platea internazionale proveniente da Germania, Paesi Bassi, Belgio, Stati Uniti, Brasile, Messico e India, aprendo inoltre un ponte di cooperazione tra paesaggi vitivinicoli tutelati dall'Unesco attraverso gli appuntamenti curati con Tokaj, Fertő/Neusiedlersee, Isola di Pico e il comprensorio della Rotaliana Königsberg.
La forza del lavoro di rete emerge nelle parole di Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti: "La Douja d'Or si chiude con riscontri ampiamente positivi, frutto di un sistema che ha saputo fare squadra", sottolineando l'obiettivo di confermare la manifestazione come una vetrina internazionale ed elogiando la professionalità espressa dagli studenti della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti. Un'impostazione condivisa da Livio Negro, alla guida della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti: "La risposta del pubblico dimostra come la sinergia territoriale e l'impegno quotidiano dei produttori costituiscano la vera forza del comparto vitivinicolo", evidenziando il valore dell'accoglienza e la valorizzazione del territorio.
Sul piano cittadino, l'evento ha sancito il culmine delle manifestazioni settembrine dopo il Palio e il Festival delle Sagre. Come ha rimarcato il sindaco Maurizio Rasero: "Riportare la rassegna nei palazzi storici e nelle piazze ha restituito una cornice unica, rafforzando l'attrattività e il legame profondo con la città", frutto della strategia integrata con i partner territoriali. Un concetto ribadito dall'assessore al Turismo, Cibo e Vino Riccardo Origlia: "Vino e cibo sono ambasciatori autentici della nostra identità e raccontano il saper fare che caratterizza Asti", inserendosi nel percorso di sviluppo turistico locale.
A gestire l'intera architettura organizzativa e logistica è stato l'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Il presidente Mariano Rabino ha precisato: "La scelta di abbandonare la concentrazione in una sola piazza per tornare alla dimensione diffusa ha trovato piena conferma nei dati in crescita", anticipando il proseguimento delle attività promozionali sui mercati esteri e nelle fiere autunnali. La visibilità si è tradotta anche in rilevanti riscontri digitali: le 14 campagne social hanno generato oltre 1,58 milioni di visualizzazioni, più di 51 mila interazioni e 32.200 accessi diretti ai link.
La rassegna ha rappresentato l'intera filiera regionale attraverso i suoi consorzi di tutela. Francesco Monchiero, presidente del Consorzio Piemonte Land of Wine, ha posto l'accento sulla capacità di dare voce a un mosaico composto da 60 denominazioni e di alimentare il confronto con le aree Unesco europee. A Palazzo Alfieri, il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato guidato da Filippo Mobrici ha celebrato gli ottant'anni di fondazione: "La partecipazione agli appuntamenti ha confermato il vino quale ambasciatore di eccellenza, offrendo uno stimolo concreto per generare valore e cultura", ringraziando istituzioni e docenti dell'istituto alberghiero.
Non sono mancati gli approfondimenti sulla miscelazione contemporanea e le nuove tendenze di consumo. Per il Consorzio Asti Docg, il presidente Stefano Ricagno ha illustrato le declinazioni dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti nella mixology e annunciato la partnership sportiva con Reale Mutua Fenera Chieri ’76. Sul target giovanile si è focalizzato Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui: "Abbiamo voluto sperimentare linguaggi freschi per narrare referenze come Brachetto d’Acqui e Acqui Rosé, aprendoci a un pubblico nuovo", mentre a Palazzo Ottolenghi il Vermouth di Torino ha fatto segnare masterclass sold-out. In questa sede, il presidente del consorzio di tutela Bruno Malavasi ha evidenziato il successo del progetto di miscelazione Asti Vibes, affiancato da Luigi Costa, presidente dell'Unione Industriale di Asti, che ha lodato la collaborazione logistica e promozionale con Ascom e Consorzio dell'Asti per la valorizzazione dei vini aromatizzati.
A completare il quadro è la visione orientata alla sostenibilità ambientale, espressa da Enrico Rovero, presidente dell'Associazione produttori del vino biologico: "La nuova veste della Douja può diventare l'occasione regionale per far confrontare i vignaioli con il pubblico e gli operatori attenti alla sostenibilità", spiegando come l'impegno di quest'anno abbia unito ristoratori, studenti dell'istituto superiore Vercelli-Penna e gli artisti della Scuola del fumetto di Asti per avvicinare il vino sostenibile alla collettività attraverso linguaggi inediti.