Sport - 22 settembre 2026, 11:44

Il grande ciclismo torna ad Asti, svelato il percorso del GranPiemonte verso Bra

Oltre centottanta chilometri tra le colline patrimonio Unesco. Una vetrina mondiale per lo sport e la valorizzazione del territorio

La presentazione della Gran Piemonte

Si alza il sipario sulla centodecima edizione del GranPiemonte, la storica competizione ciclistica che il prossimo 8 ottobre prenderà il via proprio dalla nostra Asti per concludersi a Bra.

Un tracciato impegnativo di 185 chilometri che attraverserà i meravigliosi paesaggi vitivinicoli di Langhe, Monferrato e Roero, con la partecipazione di ben 25 team internazionali di altissimo livello, di cui quindici della massima categoria mondiale.

La presentazione a palazzo Mazzetti 

A palazzo Mazzetti, i rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato il valore non solo sportivo, ma anche promozionale e culturale dell'evento per tutto il bacino astigiano e piemontese.

Mariano Rabino pres. Ente turismo Langhe Monferrato Roero ha sottolineato che il grande settembre astigiano, si allunga fino a ottobre esprimendo grande apprezzamento per il territorio.

Il lavoro sul turismo sportivo, tuttavia, non si fermerà con la corsa d'autunno, come ha svelato lo stesso presidente guardando a nuovi ambiziosi orizzonti: "Con lo stesso entusiasmo, inoltre, stiamo lavorando insieme con Rcs a un grande progetto per il 2028: una tappa del Giro d'Italia nei territori dell'Unesco".

La Regione, rappresentata dall'assessore ai Trasporti, Marco Gabusi, ex ciclista e appassionato, ha voluto evidenziare il fascino del tracciato: "Dalla partenza ad Asti fino al traguardo a Bra, l'edizione numero 110 della Gran Piemonte si snoda in un territorio straordinario: quello delle colline vitivinicole patrimonio Unesco di Langhe, Roero e Monferrato, fra i più celebrati paesaggi che rappresentano il Piemonte nell'immaginario mondiale".

I vertici regionali (presenti anche la consigliera Debora Biglia) hanno poi voluto precisare quale sia la vera missione di queste manifestazioni sul territorio: "Eventi come la Gran Piemonte hanno la capacità di unire l'evento sportivo di grande passione e valore agonistico con il racconto delle eccellenze paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche della nostra regione, e il coinvolgimento delle comunità locali, del loro tessuto commerciale, di associazioni, appassionati e cittadini".

"Riuscire a collaborare con Fondazioni e Rcs è un momento su cui possiamo costruire e rendere il nostro territorio sempre più circolare e internazionale", rimarca Livio Negro presidente Fondazione CrAsti.

Un tracciato tecnico per una vetrina globale

Per gli organizzatori di RCS Sports & Events, la gara incarna perfettamente l'ideale di sport capace di fondersi con la narrazione e la scoperta dei luoghi. Il percorso si preannuncia molto mosso e selettivo, con passaggi tecnici come le ascese di Manera, Tre Cunei e il doppio passaggio a La Morra prima del rapido epilogo finale.

Paolo Bellino, amministratore delegato del gruppo, ha ribadito l'importanza mediatica e internazionale della corsa: "Un progetto virtuoso, mettere tutti al tavolo in questo modo. Centodieci edizioni sono la testimonianza del valore di una manifestazione che fa parte della storia del ciclismo. Quest'anno attraverseremo Langhe, Monferrato e Roero, posti iconici ricchi di cultura e tradizioni culinarie e, attraverso la distribuzione televisiva, porteremo le immagini di questi luoghi simbolo del Piemonte nel mondo".

Luca Quercilina di Rcs sport, spiegando il percorso: "Tutta l'elite del ciclismo sarà sul territorio. Queste strade sono una vera palestra e il Gran Piemonte è un punto di riferimento e evento internazionale".

Il ritorno nella città di Giovanni Gerbi

Il legame tra la competizione e la nostra città è profondo e affonda le proprie radici nella prima storica edizione del 1906. Un orgoglio giustamente rivendicato e ricordato dalle istituzioni locali.

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, e soprattutto  l'assessore al Turismo, Riccardo Origlia, hanno espresso grande soddisfazione per questo ritorno in grande stile: "Siamo particolarmente orgogliosi che Asti sia stata scelta come punto di partenza del Gran Piemonte, una corsa che affonda le proprie radici nel 1906, quando si chiamava ancora Giro del Piemonte".

Origlia ha poi rievocato un dettaglio storico molto caro agli appassionati e ai tifosi del nostro territorio: "E c'è un legame speciale con la nostra città: la prima edizione fu vinta proprio da un astigiano, Giovanni Gerbi, il celebre 'Diavolo Rosso'. Oggi, a distanza di oltre un secolo, il ciclismo torna dunque a partire da Asti, offrendo una bella occasione per valorizzare e far conoscere il nostro territorio attraverso lo sport".