Guardare al futuro dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte attraverso gli occhi, le idee e le competenze delle nuove generazioni. È questo il cuore di Hack the Landscape – Idee per coltivare il futuro, l'evento residenziale promosso dall'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
L'appuntamento è fissato per il 29 e 30 settembre a Villa Moffa, sulla collina di Bra, ma l'iniziativa abbraccia a pieno titolo anche l'area astigiana e il Monferrato. A guidare questa spinta innovativa c'è infatti l'astigiana Giovanna Quaglia, presidente dell'Associazione, che ha fortemente voluto un coinvolgimento diretto dei ragazzi nella gestione dei beni culturali e paesaggistici.
Circa 50 studenti delle scuole secondarie piemontesi si confronteranno non in una competizione tecnica, ma in un vero e proprio percorso di co-progettazione. L'obiettivo è mettere in comune immaginazione e punti di vista per capire come trasformare e abitare responsabilmente i territori tutelati.
Le quattro sfide e i mentor d'eccezione
I partecipanti saranno divisi in gruppi per affrontare quattro temi cruciali per la vita del paesaggio collinare. La sfida dedicata all'ambiente vedrà la partecipazione degli Eugenio in Via Di Gioia, band torinese da sempre sensibile alle tematiche della sostenibilità ambientale.
Il tema della comunità sarà invece accompagnato da Pietro Morello, noto musicista e operatore umanitario. Per ragionare sulla mobilità sostenibile ci sarà Francesco "Frank" Lotta, conduttore di Radio Deejay e viaggiatore, mentre il mondo digitale sarà esplorato insieme al giovane imprenditore Federico Crosato.
Questi volti noti non saranno semplici testimonial, ma lavoreranno attivamente con le squadre, stimolando la creatività e portando linguaggi contemporanei all'interno del dibattito sul patrimonio storico.
Oltre l'evento: l'incubazione dei progetti
Le intuizioni nate nel corso della due giorni non resteranno confinate nel weekend. Le idee più promettenti saranno seguite in un percorso di incubazione, per definire meglio gli obiettivi, le modalità di realizzazione e individuare le possibili fonti di finanziamento.
Una scelta di metodo che si riflette anche nella location: la villa è gestita dalla cooperativa sociale Progetto Emmaus, un esempio tangibile di come accoglienza, cura del verde e inserimento lavorativo di persone fragili possano convivere. La realizzazione dell'evento si avvale inoltre della stretta collaborazione con Laborplay, Fondazione Santagata per l'Economia della Cultura e Weco.
Le voci dei protagonisti
L'obiettivo politico e culturale dell'iniziativa è chiaro nelle parole dei suoi promotori. La presidente Giovanna Quaglia sottolinea l'importanza di questo ponte intergenerazionale: "Mettere i giovani al centro della nostra azione significa guardare al patrimonio non soltanto come qualcosa da tutelare, ma come un'eredità da rendere viva e capace di parlare alle generazioni che verranno".
"Il paesaggio Unesco appartiene alla comunità e può continuare a evolvere solo se riesce a creare un legame con chi oggi sta costruendo il proprio futuro. Ascoltare il loro sguardo e dare spazio alle loro idee significa investire sulla continuità del nostro patrimonio", aggiunge la presidente.
Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore del sito Unesco, Bruno Bertero: "Il percorso di aggiornamento del Piano di Gestione ha rafforzato la consapevolezza di quanto sia importante lavorare sulle nuove generazioni. Non un premio per i giovani, ma un'occasione concreta per ingaggiarli nel futuro del nostro territorio".
"Oggi è essenziale non limitarsi a parlare alle nuove generazioni del futuro del nostro paesaggio, ma creare le condizioni perché possano sentirsi coinvolte nella sua costruzione", conclude il direttore.