Canelli - 26 settembre 2026, 18:14

I 23 progetti del premio Longev-Italia: creatività e cura per la terza età [I VINCITORI]

Da Asti a Salerno, passando per l'Umbria e il Friuli. L'innovazione si unisce al lato umano per combattere la solitudine e promuovere un invecchiamento sano. Vince ANCHISE Milano

Ph. Daniele Caponnetto

La sfida epocale dell'invecchiamento attivo si gioca sui territori. Il premio Longev-Italia, che ha visto una due giorni molto intensa ad Asti, ha raccolto ben 23 candidature da tutta la penisola. Si tratta di buone pratiche che uniscono tecnologia, sport, arte e prossimità per garantire una qualità di vita migliore. 

Oggi in chiusura della due giorni, che ha portato ad Asti esperti di salute e progettualità dedicate al benessere della longevità, la presentazione dei progetti e i vincitori. 

Il premio era rivolto ad aziende, associazioni, enti pubblici e privati che abbiano realizzato progetti, attività o eventi riconducibili alle otto aree tematiche del Laboratorio:

  • Attività – Il movimento che allunga la vita
  • Vaccinazioni – La longevità protetta
  • Farmaci – La terapia della lunga vita
  • Interazioni – La forza delle relazioni
  • Dieta e alimentazione – Nutrire la longevità
  • Tecnologia – Tecnologia con un tocco umano
  • Luoghi – Abitare la longevità
  • Economia – Il Longevity Dividend

Le candidature sono state valutate sulla base di criteri quali originalità, capacità di coinvolgimento della comunità, efficacia della comunicazione, risultati raggiunti e possibilità di replicare o sviluppare ulteriormente l’iniziativa.

I vincitori 

I tre progetti risultati vincitori sono: 

Al terzo posto::Soresa Spa con 79 su 100

Al secondo due ex aequo con 87 punti Asl Cn2 per P.O.N.T.E. e Regione Friuli per 10mila passi di salute.

Al primo posto il progetto che ha trovato l'unanimità è ANCHISE di Milano.

A premiarli Vasco Giannotti di Gutenberg coordinatore dell'evento, Andrea Fabbo, geriatra e Isidoro Albergucci per Banca di Asti, componenti di giuria con Gorgoni e Luigi Cipriani.

Il progetto astigiano Communit-Action

Non ha partecipato alla "gara" il progetto astigiano di Communit-Action, per "dovere di ospitalità", ma il direttore generale Asl At Giovanni Gorgoni, ne ha spiegato i punti dopo un anno di messa in atto 

"Il progetto, guidato da una cabina di regia fissa che si riunisce mensilmente, sta monitorando attivamente cinque azioni principali, con un impatto che ha già raggiunto 2500 cittadini.  

Tra le iniziative di maggior successo spiccano le palestre della memoria, attualmente 15 diffuse su tutto il territorio provinciale. "Ne partiranno adesso a ottobre con il secondo ciclo, ne partono altre dieci, quindi diventano 25 le nostre palestre della memoria". Si tratta di incontri di due ore settimanali dedicati agli anziani per la stimolazione cognitiva e l'inclusione sociale.  

Queste attività sono gestite dagli agenti di prossimità, rifiutando espressamente l'utilizzo del termine inglese link worker: "È una definizione atroce, come molte delle definizioni inglesi. Noi li chiamiamo agenti di prossimità, noi siamo dannunziani". Questi operatori vengono formati direttamente dalla psicologia clinica aziendale.  

Un forte impulso è stato dato anche ai gruppi di cammino, rilanciati e potenziati. Nel primo anno ne sono stati attivati 38 e l'obiettivo da ottobre è superare quota 50. A questi si affiancano i gruppi di attività fisica adattata, con otto realtà avviate nella prima annualità, e gli ambulatori infermieristici di famiglia e comunità, che svolgono un ruolo cruciale di orientamento e informazione.  

Un'attenzione particolare è rivolta a chi assiste i malati, attraverso l'iniziativa Educaring. L'obiettivo è individuare i caregiver con necessità di alfabetizzazione sanitaria e, tramite appuntamenti mensili collettivi, fornire loro le competenze necessarie: "Come prendersi cura del proprio assistito, che sia la gestione della piaga da decubito, la terapia iniettiva insulinica, oppure come leggere le etichette alimentari".  

Il successo dei progetti non si basa solo sull'ottima accoglienza ricevuta, ma necessita di dati concreti. Per questo motivo, a febbraio è partito uno studio osservazionale per misurare l'impatto del progetto su tre livelli distinti.  

Il primo riguarda il cittadino, verificando se le azioni migliorano l'autosufficienza e riducono la fragilità. Il secondo livello analizza i Servizi sanitari, valutando l'effettivo impatto sulle strutture: "Se è diminuito il ricorso ai servizi sanitari tradizionali in termini di farmaci, pronto soccorso, ricoveri, assistenza domiciliare". Infine, il terzo livello misura la coesione e l'inclusione sociale all'interno della comunità.  

Ecco nel dettaglio tutti i progetti partecipanti.

Comunità e spazi di rigenerazione urbana

Il tessuto sociale è il primo vero presidio di salute. A Torino, Anziani Attivi a Mirafiori Nord trasforma il quartiere in un ecosistema solidale grazie allo Spazio Famiglia, un luogo fisico di ascolto. Sempre nel torinese, Piazza Bengasi e dintorni dell'azienda sanitaria locale punta sulla rigenerazione urbana per ridurre le disuguaglianze e favorire la salute collettiva in un territorio complesso.

 Spostandoci in Umbria, troviamo il progetto Civico 65, che crea spazi di partecipazione per indagare le esigenze degli over 65, e SINAPSI, un'iniziativa nel territorio del Trasimeno che punta su una comunità solidale e intergenerazionale per distribuire ideali pillole di lunga vita.

 Chiude questa sezione Rete d'argento, una filiera di prossimità pensata per rafforzare l'assistenza e la socialità quotidiana.

Cura, percorsi clinici e frontiere digitali

L'innovazione tecnologica non deve mai perdere il calore umano. Lo dimostra la Tecnologia con tocco umano: la rete sociosanitaria digitale dell'Asl Salerno, che affianca ai servizi di telemedicina i facilitatori di comunità, figure chiave per azzerare il divario digitale. In Campania spicca anche SINFONIA - Farmacia dei Servizi, un avanzato sistema di monitoraggio in tempo reale che integra le farmacie territoriali.

L'Asl Cn2 si presenta con tre punte di diamante. Il progetto P.O.N.T.E. accompagna le persone con malattie neurodegenerative in percorsi non solo clinici ma sociali. SENIOR Ca' d'Argent ha creato in Alta Langa un appartamento didattico attrezzato con domotica per educare all'autonomia. Tutte queste energie confluiscono in CN2 Salute di Comunità, un modello che mette a sistema mobilità sociale e sanità digitale.

A livello ospedaliero, troviamo Giù dal letto AttivaMente, mirato alla mobilizzazione precoce dei degenti anziani per prevenire il declino post-ricovero. Per quanto riguarda la nutrizione, Il gusto della scelta introduce la digitalizzazione per garantire il benessere alimentare nei centri diurni. Infine, l'iniziativa Anchise di Milano richiama la figura mitologica del padre per promuovere l'accudimento intergenerazionale e la tutela delle radici familiari.

Arte, natura e memoria come terapia

La bellezza cura l'anima e il corpo. Il Museo benessere, promosso nel torinese, istituzionalizza l'arte come vera e propria terapia per ridurre l'isolamento. Voler vivere sani – "Porte aperte al Mauriziano" utilizza il vasto patrimonio storico dell'ospedale per accogliere e rassicurare i cittadini. L'immersione nella natura è invece al centro del Sentiero delle Muse – Percorso musicAbile nel bosco (Liguria), un itinerario che unisce l'attività motoria all'aperto con la stimolazione sensoriale accessibile a tutti.

Movimento, sport e longevità attiva

Mantenersi in forma è la prima regola. Il progetto Fare insieme per migliorare la vita ha creato un forte partenariato con gli enti locali piemontesi per promuovere stili di vita sani. Dalla Lombardia arriva un importante investimento per l'Invecchiamento attivo-gioco delle Bocce, riconoscendo a questo sport tradizionale un incredibile potere aggregante. In Friuli Venezia Giulia, FVG in movimento 10 mila passi di salute ha installato cartellonistica diffusa per incentivare le passeggiate.

C'è poi chi non rinuncia all'agonismo, come l'iniziativa Nazionali di calcio camminato – al fischio di Ri-inizio, che adatta le regole dello sport più amato per renderlo sicuro a qualsiasi età. Completano il quadro In salute con stile, un modello territoriale integrato per l'inclusione, e l'eloquente progetto Dare vita ai giorni, non giorni alla vita!, un vero e proprio manifesto che esorta a riempire di significato e socialità ogni istante.