Prosegue con grande partecipazione ad Asti il convegno dedicato a Longev-Italia, un appuntamento che ha trasformato la città in un laboratorio a cielo aperto sulle sfide e le opportunità dell'invecchiamento.
Questa mattina, in via Gardini, l'apertura del Villaggio della Longevità ha permesso ai cittadini di incontrare direttamente i professionisti della salute. Medici, infermieri e psicologi dell'Asl At si sono messi a disposizione, dalle 9 alle 13, per affrontare i temi cardine del benessere: dalla salute cardiovascolare all'alimentazione, dalla vista al benessere psicologico.
Un ruolo attivo è stato giocato dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Asti, che ha garantito misurazioni gratuite di parametri vitali come glicemia e pressione, mentre la Coldiretti ha offerto ai presenti un sano spuntino a tema. Non è mancata l'attenzione ai legami intergenerazionali, con l'evento dedicato a nonni e nipoti ospitato alle 10.30 presso la Biblioteca Astense in via Goltieri.
Videointerivste a Stefania Calcari, presidente Opi Asti, a Marco Scaglione dirigente Cardiologia Cardinal Massaia, Laura Norelli dirigente Geriatria, GIovanni Rosso, direttore Coldiretti
I dati astigiani e la rivoluzione digitale europea
Mentre i cittadini testavano la propria salute in strada, l'auditorium e il centro congressi della sede della Banca di Asti ospitavano relatori di altissimo profilo. Tra gli interventi più attesi, quello di Felicia Pelagalli, esperta di data governance per Agenas e direttore scientifico del Data summit.
Il focus si è concentrato su come la corretta gestione dei dati stia trasformando la ricerca europea, partendo da una fotografia locale ben precisa. Asti si conferma infatti una provincia con una fortissima presenza anziana: nel 2024 si contano 241 anziani ogni 100 giovani, molti dei quali residenti nei piccoli centri periferici. Un dato che impone riflessioni immediate sui servizi.
L'esperta ha sottolineato come l'Europa stia preparando una vera e propria rivoluzione, che prenderà il via nel 2029 con lo Spazio europeo dei dati sanitari.
Felicia Pelagalli ha chiarito il concetto con una metafora efficace: "Sarà come il roaming per i telefoni cellulari. Porteremo i nostri dati sanitari sempre con noi nei nostri dispositivi digitali, non più nelle vecchie scartoffie". Questo permetterà a un cittadino astigiano di accedere alle proprie ricette in una farmacia di Parigi o ai propri dati clinici in un pronto soccorso tedesco, garantendo al contempo alla ricerca un database immenso e protetto per studiare le traiettorie dell'invecchiamento.
L'urbanistica al servizio dell'autonomia
La salute degli anziani deve diventare una priorità assoluta, come ha ricordato il consigliere delegato a Sociale e Sanità di Firenze, Nicola Armentano. Ma la medicina da sola non basta. L'intervento di Pietro Nicolazzi di Koa Advisory ha spostato l'attenzione sull'ambiente costruito, sottolineando come la perdita di autonomia si prevenga anche intervenendo su viabilità e spazi urbani.
Proprio Asti è al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione in un'ex area industriale (Saclà). Si tratta di uno spazio di 93 mila metri quadrati, situato lungo il fiume Borbore, che avrà il compito cruciale di ricucire il tessuto urbano, collegando la zona della stazione al quartiere di Asti Est, oggi carente di servizi, attraverso una nuova passeggiata pedonale.
L'obiettivo non è costruire tradizionali case di riposo, verso le quali l'esperto ha espresso forti perplessità per le persone ancora autosufficienti. Pietro Nicolazzi ha puntualizzato la sua visione: "Io sono contrario a far entrare nelle Rsa persone di 70 o 80 anni sane, per poi vederle uscire depresse e con mille problemi. Dobbiamo creare un passo intermedio, spazi in cui mantenere la propria autonomia". In quest'ottica, il progetto astigiano prevede la creazione di un centro tecnologico per il benessere, dotato di intelligenza artificiale per prevenire la perdita di massa muscolare, dimostrando che il futuro dell'invecchiamento passa anche attraverso la cura dei luoghi in cui viviamo.