“La disabilità non aspetta. La politica?”. È il titolo scelto da Marco Castaldo per la sua controreplica all’assessora comunale Eleonora Zollo, dopo il confronto avviato sulle politiche dedicate alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Castaldo ringrazia innanzitutto l’assessora per la risposta e per l’attenzione alle proposte avanzate, ma contesta l’idea che il suo documento rappresenti semplicemente un elenco di iniziative e richieste di spesa. Secondo Castaldo, le proposte avrebbero dovuto essere l’occasione per aprire un confronto sulle risorse disponibili, coinvolgendo Comune, enti pubblici, terzo settore e tessuto produttivo locale.
“Non ho presentato la lista della spesa, ma una serie di proposte sulle quali sarebbe stato opportuno lavorare insieme”, sostiene Castaldo, secondo il quale amministrare non significa soltanto quantificare il costo degli interventi, ma anche individuare le modalità per poterli realizzare.
Uno dei primi temi affrontati nella controreplica è quello della domotica. Castaldo non condivide la stima economica indicata dall’assessora e propone l’apertura di un tavolo tra Comune e installatori, con l’obiettivo di ottenere condizioni economiche agevolate per gli utenti. A questo, secondo la proposta, potrebbe aggiungersi il coinvolgimento del terzo settore per le attività di installazione e formazione.
“Non servono necessariamente appalti milionari: a volte basta mettere intorno a un tavolo le persone giuste”, scrive Castaldo, sottolineando però che il primo passo dovrebbe essere proprio la convocazione del tavolo di confronto.
Abitare senza barriere
Altro capitolo riguarda le politiche abitative. Castaldo riferisce di avere già raccolto la disponibilità dell’Ordine degli Architetti di Asti a confrontarsi con le piattaforme immobiliari online e con le realtà locali.
L’obiettivo sarebbe arrivare a una classificazione professionale degli immobili accessibili, tenendo conto delle diverse tipologie di disabilità, comprese quelle intellettive e relazionali. Anche in questo caso, Castaldo insiste sulla possibilità di costruire un sistema basato soprattutto su collaborazione, competenze e progettazione condivisa.
Al centro della controreplica c’è poi il tema della Vita Indipendente. Castaldo ritiene necessario un servizio di coordinamento proprio in considerazione della limitatezza delle risorse destinate ai progetti individuali.
La proposta è quella di mettere a sistema professionalità già presenti nei diversi enti coinvolti, tra cui assistenti sociali, medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi ed esperti dell’assistenza. L’idea, spiega, non sarebbe quella di creare nuove strutture o ampliare gli organigrammi, ma di costruire una regia capace di coordinare le competenze esistenti.
Tra gli obiettivi indicati anche quello di accompagnare le persone con disabilità nella ricerca degli assistenti personali, nelle procedure di assunzione, nella gestione dei rapporti di lavoro e nelle sostituzioni.
“Oggi, purtroppo, trovare un assistente personale è spesso una questione di fortuna, affidata agli annunci online e al passaparola. Una modalità organizzativa che, più che un servizio pubblico, assomiglia a una lotteria”, scrive Castaldo.
Cultura, socialità e partecipazione
La controreplica si allarga poi alla partecipazione sociale, agli eventi, alla cultura, all’affettività e all’autonomia. Anche su questi fronti, secondo Castaldo, sarebbe possibile contenere i costi attraverso il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, delle organizzazioni territoriali e delle realtà nazionali e internazionali.
Il ruolo dell’Amministrazione, nella sua proposta, dovrebbe essere quello di favorire, coordinare e sostenere queste energie, evitando che competenze e disponibilità presenti sul territorio rimangano inutilizzate.
La critica di Castaldo, quindi, non riguarda esclusivamente l’entità delle risorse destinate alla disabilità, ma soprattutto quella che definisce una carenza di progettazione e coordinamento.
“Ci sono persone, associazioni e volontari che sarebbero felici di collaborare per realizzare soluzioni anche semplici, ma concrete e operative”, afferma, individuando nella mancanza di una regia e di un coordinamento uno degli elementi centrali della questione.
“Il bilancio è uno strumento della politica”
È però soprattutto sul bilancio comunale che Castaldo concentra la parte finale della sua controreplica. Nessuno, precisa, sostiene che le risorse siano illimitate o che tutti gli interventi debbano essere realizzati contemporaneamente. Il richiamo alla mancanza di fondi, però, non dovrebbe diventare, a suo giudizio, la risposta a ogni proposta.
“Il bilancio di un’Amministrazione è il risultato di una precisa visione della società, dei suoi bisogni e delle priorità che si intendono perseguire”, scrive Castaldo, sostenendo che la disabilità e le fragilità sociali dovrebbero rappresentare una di queste priorità.
Secondo Castaldo, l’azione politica dovrebbe inoltre puntare a ottenere maggiori finanziamenti dai diversi livelli istituzionali, costruire alleanze e individuare soluzioni alternative, arrivando eventualmente anche a rivedere alcune scelte di spesa quando emergano nuove necessità.
La sua richiesta è quindi quella di una politica complessiva sulla disabilità, che non si limiti a singole misure o contributi. “La Vita Indipendente non può diventare un privilegio per pochi”, afferma, aggiungendo che anche il sostegno ai caregiver non dovrebbe ridursi esclusivamente a un contributo economico.
In conclusione, Castaldo rinnova la propria disponibilità, insieme ad altre persone e realtà associative, a coprogettare con l’assessora e con il suo assessorato alcune delle proposte avanzate.
“Non si tratta di promesse o di nuovi proclami, ma di iniziative concrete sulle quali possiamo cominciare a lavorare anche da subito”, sottolinea.
E guardando ai mesi che restano all’attuale Amministrazione, Castaldo lancia un ultimo invito al confronto: “Chissà che non si riesca, proprio adesso, a realizzare almeno qualche progetto e a chiudere in bellezza, recuperando almeno in parte il tempo perduto”.