Attualità - 28 settembre 2026, 15:52

Violenza sulle donne, oltre due milioni di euro in Piemonte per i centri antiviolenza e le case rifugio

​La misura interviene su una rete capillare che attualmente conta ventitré Centri antiviolenza e tredici Case rifugio iscritti all’Albo regionale

​Un sostegno concreto per rafforzare la rete di protezione e accompagnamento dedicata alle donne vittime di violenza sul territorio regionale. La Regione Piemonte ha approvato i criteri per l’assegnazione di oltre due milioni centottantacinquemila euro, risorse provenienti dal Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità e destinate ai Centri antiviolenza, alle Case rifugio e alle soluzioni di accoglienza, sia in emergenza sia di secondo livello.
​La misura interviene su una rete capillare che attualmente conta ventitré Centri antiviolenza e tredici Case rifugio iscritti all’Albo regionale, strutture che operano in costante integrazione con i servizi sociosanitari e assistenziali territoriali.

 Nel dettaglio, una parte consistente dei fondi è ripartita tra il sostegno ordinario alle attività di ascolto e assistenza, la gestione delle case protette e le risposte mirate per le situazioni di emergenza e di transizione verso l’autonomia.
​L’importanza di agire con tempestività e vicinanza istituzionale è stata sottolineata dall’assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili Marina Chiarelli. "Le notizie di queste settimane ci ricordano, con una durezza che non possiamo ignorare, quanto la violenza contro le donne continui a rappresentare un’emergenza che riguarda l’intera comunità", ha dichiarato l’assessore, "Ogni donna uccisa, ogni donna aggredita, ogni richiesta di aiuto ci impone di chiederci che cosa possiamo fare prima, non dopo. Perché il punto è riuscire ad arrivare in tempo: intercettare i segnali, spezzare l’isolamento, offrire protezione e costruire intorno a una donna una rete alla quale possa affidarsi senza sentirsi sola".
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Il dettaglio delle risorse e dei percorsi di autonomia
 

​I finanziamenti approvati permetteranno di sostenere su tutto il territorio attività fondamentali come l’ascolto protetto, l’assistenza psicologica e legale, oltre a progetti personalizzati di presa in carico. Un’attenzione particolare viene riservata anche alla fase successiva all’emergenza, sostenendo percorsi concreti verso l’autonomia abitativa e l’orientamento al lavoro.
​Come evidenziato dall’assessore Chiarelli, "Questi fondi non sono soltanto uno stanziamento, ma significano Centri antiviolenza che possono continuare ad ascoltare e accompagnare, Case rifugio capaci di offrire un luogo sicuro nell’emergenza e percorsi che consentono alle donne di riconquistare autonomia, anche attraverso il lavoro e la casa. Una donna che decide di chiedere aiuto deve sapere che dall’altra parte troverà qualcuno pronto a rispondere, e deve poterlo trovare subito".
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​Il provvedimento punta inoltre a consolidare l’integrazione tra gli enti pubblici e le organizzazioni del privato sociale, rafforzando la collaborazione con il numero nazionale di pubblica utilità 1522. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire protezione immediata e intervenire prima che le dinamiche di controllo e paura degenerino in conseguenze estreme.
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Redazione