Il problema delle alte temperature è approdato nell'ultima seduta del consiglio comunale di Asti, sollevando un vivace confronto sulla vivibilità degli edifici scolastici. Al centro della discussione la scuola Jona, recentemente finita al centro delle lamentele delle famiglie per il caldo anomalo nelle aule. Ad aprire il dibattito è stata l'assessore Stefania Morra, che ha ribadito l'attenzione dell'amministrazione comunale sul tema. "Siamo a conoscenza della situazione e avevamo già risposto a un'interpellanza in merito". ha spiegato l'assessore, ricordando che, in stretta collaborazione con la dirigenza scolastica, sono state messe in campo soluzioni immediate per arginare il disagio. Tra queste figurano l'installazione di tende oscuranti per schermare l'irraggiamento diretto dei raggi solari, una gestione oculata dei flussi d'aria attraverso l'apertura strategica dei corridoi e il trasferimento temporaneo delle classi nelle aule più fresche orientate verso il lato nord.
Nonostante si tratti di uno degli edifici scolastici più moderni della città, la struttura evidenzia limiti evidenti di fronte alle ondate di calore estive e primaverili. L'assessore Morra ha evidenziato come l'installazione postuma di un impianto di climatizzazione comporterebbe costi proibitivi, stimati attorno ai novecentomila euro per l'intero plesso, una cifra non copribile dai bandi ministeriali dedicati alla riqualificazione e non al completamento di opere appena consegnate. Per ovviare al problema, l'amministrazione sta valutando l'inserimento di schermature esterne per limitare il surriscaldamento delle vetrate.
Un'opera nuova già vecchia e la critica alla programmazione
Di tenore nettamente differente l'intervento del consigliere pentastellato Massimo Cerruti, che ha puntato il dito contro la pianificazione originaria dell'immobile. Durante il dibattito in aula, il rappresentante dell'opposizione ha definito la situazione inaccettabile. "È semplicemente inconcepibile che nel 2026 si realizzi una scuola da zero senza un sistema di raffrescamento integrato". ha sottolineato il consigliere, criticando l'uso di soluzioni di ripiego come ventilatori o semplici tendaggi che non possono sostituire una climatizzazione adeguata ai mutamenti climatici in corso.
Il nodo centrale sollevato da Massimo Cerruti riguarda la gestione economica complessiva dell'intervento. "Oggi ci dicono che installare l'impianto costa troppo e non conviene intervenire, ma la verità è che bastava una visione strategica fin dall'inizio inserendo l'opera nel progetto originario tramite i ribassi d'asta". ha argomentato il consigliere, evidenziando come l'errore di programmazione rischi di pesare a lungo sulle risorse della città. L'invito rivolto alla giunta è quello di abbandonare i rimedi temporanei e di elaborare una pianificazione lungimirante, capace di adeguare tutti gli istituti scolastici agli standard climatici del futuro.