Economia e lavoro - 01 ottobre 2026, 13:01

Caporalato, la Flai Cgil: "Nelle campagne un sistema di sfruttamento che non può essere ignorato"

La segretaria provinciale Letizia Capparelli interviene dopo l’operazione dei Carabinieri di Moncalvo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti: "Servono controlli strutturali e prevenzione lungo tutta la filiera agricola"

"Quello emerso nelle campagne del nostro territorio è una realtà intollerabile che da tempo denunciamo". È quanto sostiene Letizia Capparelli, segretaria provinciale della Flai Cgil, intervenendo sull’operazione condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Moncalvo insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Asti.

Secondo la sindacalista, l’intervento avrebbe portato alla luce condizioni di grave sfruttamento ai danni di lavoratori stranieri, arrivati in Italia alla ricerca di un’occupazione. Capparelli parla di compensi di "poco più di 2 euro l’ora", giornate di lavoro particolarmente lunghe, requisizione dei documenti di identità, assenza di sicurezza e formazione e condizioni abitative degradanti.

Nel suo intervento la segretaria provinciale della Flai Cgil descrive inoltre situazioni nelle quali, secondo quanto emerso dall’operazione, decine di persone sarebbero state ospitate in ambienti fatiscenti, con materassi a terra e impianti elettrici di fortuna.

Per la Flai Cgil non si tratterebbe di episodi da considerare isolatamente. Capparelli parla esplicitamente di "intermediazione illecita" e "caporalato", sottolineando la necessità di intervenire non soltanto sul piano repressivo, ma anche attraverso strumenti di prevenzione e controllo.

Il sindacato esprime quindi "un profondo ringraziamento all'Arma dei Carabinieri e al NIL per l'intervento", ma contemporaneamente pone l’accento sulla necessità di rafforzare i controlli. "Non è ammissibile che per scoperchiare simili orrori si debba attendere il 'viavai sospetto' notato da un privato cittadino", sostiene Capparelli.

Da qui la richiesta di un'azione strutturale da parte delle istituzioni, degli organi di vigilanza e degli enti preposti, con controlli incrociati lungo la filiera agricola, l’incrocio dei dati relativi a manodopera, produzione e trasporti e un monitoraggio delle condizioni degli alloggi destinati ai lavoratori.

La Flai Cgil chiede inoltre di rendere pienamente operative le Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, indicata come uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la prevenzione e contrastare le forme di sfruttamento.

Per il sindacato, il fenomeno avrebbe conseguenze non soltanto sulla vita dei lavoratori coinvolti, ma anche sul sistema economico locale. "Chi sfrutta il lavoro nero e calpesta i diritti umani non solo devasta la vita di donne e uomini vulnerabili, ma inquina l'economia legale, facendo concorrenza sleale alle tante aziende agricole sane del territorio che rispettano i contratti e le regole", afferma Capparelli.

La Flai Cgil ribadisce infine l’intenzione di proseguire l’attività di tutela dei lavoratori. "Nessun lavoratore è invisibile", sottolinea la segretaria provinciale, indicando tra le priorità la continuità dei controlli, le tutele per le vittime che denunciano e il contrasto al caporalato.

"La dignità del lavoro e delle persone non si negozia: è ora che le Istituzioni facciano la propria parte, perché noi la nostra la stiamo già facendo e continueremo a farla, fino in fondo", conclude Capparelli.

Redazione