Ci sono volti, sogni e dolori che rischiano di perdersi dietro la fredda cronaca delle statistiche. A restituire dignità e voce a chi fugge da guerre e persecuzioni è il volume “Speranza è il mio nome”, firmato da Antonella Squillace. Il libro sarà al centro di un'intensa giornata di presentazione ad Asti, inserita nella cornice del Festival dei Popoli.
Il viaggio di Sewide e la realtà delle frontiere
Il romanzo segue passo dopo passo la drammatica odissea di Sewide, una giovane eritrea di sedici anni che decide di lasciare il proprio paese insieme al cugino Sami. La narrazione si snoda attraverso tappe di inaudita durezza: l'attraversamento del deserto, i mesi di prigionia nei lager libici, la pericolosa traversata del Mediterraneo e il successivo arrivo al confine di Ventimiglia.
Lungo il percorso, la protagonista incrocia le esistenze di altri ragazzi in fuga da terre diverse, uniti da un unico anelito di libertà e giustizia. Il testo intreccia fatti reali e testimonianze dirette, accendendo i riflettori sull'accoglienza offerta dal centro delle Gianchette di Ventimiglia, fondato da don Rito Alvarez.
L'opera vuole stimolare una profonda riflessione collettiva, andando oltre l'emergenza mediatica degli sbarchi. Il tema scelto richiama direttamente le parole dedicate ai minori non accompagnati, invitando a una responsabilità condivisa per la tutela dei più fragili.
Gli appuntamenti in città
Il programma degli incontri si apre nella mattinata di mercoledì 14 ottobre, quando l'autrice Antonella Squillace varcherà i cancelli dell'IIS Castigliano di Asti per un dialogo aperto e formativo con gli studenti sulle sfide dell'integrazione e sui diritti umani.
Nel pomeriggio, a partire dalle 18, la presentazione ufficiale si sposterà al Foyer delle Famiglie, in via milliavacca 5. Durante l'evento, l'autrice dialogherà con Daniela Iavarone, codirettrice di Migrantes Asti, offrendo alla cittadinanza un'occasione preziosa di confronto e sensibilizzazione.