Economia e lavoro - 14 ottobre 2026, 07:00

Responsabilità penale d'impresa: come gli amministratori delle PMI possono tutelarsi delegando i rischi

Delega di funzioni, nomina dell'RSPP e obblighi che restano a chi amministra una PMI

Delega di funzioni, nomina dell'RSPP e obblighi che restano a chi amministra una PMI

Può capitare che il titolare di una piccola impresa, dopo aver firmato l'incarico a un consulente esterno per la sicurezza o affidato al capo reparto la gestione degli impianti, consideri chiusa la questione delle responsabilità, come se il rischio penale fosse passato di mano insieme alle pratiche. L'idea si capisce, eppure nella sicurezza sul lavoro la responsabilità segue regole proprie.

Per il D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro è chi esercita i poteri decisionali e di spesa, figura che nelle società coincide di solito con chi amministra. La legge gli consente di trasferire ad altri parte dei suoi obblighi a condizioni precise, mentre alcune decisioni gli restano comunque, per cui la tutela comincia dal conoscere il confine fra ciò che si delega e ciò che resta al datore.

Che cosa cambia con la nomina dell'RSPP?

La gestione della sicurezza all'interno di una piccola o media impresa comporta responsabilità penali gravissime per l'amministratore o il legale rappresentante. In caso di infortunio, le indagini ispettive mirano in primis a verificare l'organigramma della prevenzione, il cui cardine è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Sebbene la legge consenta di designare un consulente esterno per questa carica, in molte PMI è il datore di lavoro stesso a scegliere di ricoprire l'incarico in prima persona, con l'obiettivo di mantenere il controllo diretto sui processi. Tuttavia, questa assunzione di responsabilità è giuridicamente nulla, e pesantemente sanzionabile, se non è supportata da una specifica abilitazione tecnica. Per validare formalmente la propria nomina e tutelare meglio la posizione dell'azienda, l'acquisizione del certificato tramite enti accreditati è un passaggio ineludibile. Proprio per ottemperare a questo rigido vincolo normativo, frequentare con esito positivo iter formativi come il corso per RSPP di Gdm Sanità a Torino rappresenta per i datori di lavoro del capoluogo lo step procedurale indispensabile per poter esercitare la funzione nel pieno rispetto del Testo Unico, prendendosi qualche sicurezza in più rispetto ai possibili profili di illiceità.

Il titolare che fa da RSPP, nei casi in cui la legge lo consente, deve avere la formazione specifica per quel ruolo. Quando invece l'incarico va a un dipendente o a un professionista esterno, l'RSPP lavora come consulente del datore, per il quale individua i rischi e propone le misure, mentre decisioni e spese restano all'impresa. Per questo la nomina dell'RSPP non trasferisce la responsabilità del datore, che risponde delle scelte fatte anche su indicazione del consulente, benché quest'ultimo possa essere chiamato a rispondere dei propri errori.

La delega di funzioni e le sue condizioni

Per spostare davvero una parte degli obblighi la legge prevede la delega di funzioni, ammessa per tutti i compiti che non esclude espressamente. Perché produca effetti deve risultare da un atto scritto con data certa, accettato per iscritto dal delegato, e la legge chiede inoltre di darle adeguata e tempestiva pubblicità. Chi la riceve deve avere la professionalità e l'esperienza che le funzioni richiedono, i poteri di organizzazione, gestione e controllo e un'autonomia di spesa necessaria ai compiti affidati, come si legge nel testo coordinato del decreto sulla sicurezza sul lavoro pubblicato dall'Ispettorato nazionale del lavoro.

Nelle piccole aziende è spesso l'ultima condizione a creare problemi, perché un capo officina che deve chiedere il permesso anche per sostituire la protezione rotta di una macchina difficilmente può dimostrare di aver avuto poteri reali. La delega lascia comunque al datore l'obbligo di vigilare su come il delegato svolge le funzioni trasferite, obbligo che la legge considera assolto quando l'azienda ha adottato e applica in modo efficace un modello di verifica e controllo.

Perché alcune scelte restano sempre al datore di lavoro

La legge esclude dalla delega due obblighi, cioè la valutazione di tutti i rischi, con il documento che la mette per iscritto, e la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il datore può farsi aiutare da tecnici e consulenti, ma queste due decisioni portano la sua firma e ne risponde in prima persona.

Un amministratore che ha valutato con cura i rischi, ha scelto un RSPP preparato, ha affidato le deleghe a persone con poteri e budget effettivi e ne controlla il lavoro con verifiche di cui resta traccia può dimostrare come ha organizzato la prevenzione. Dopo un infortunio la ricostruzione dei fatti guarda proprio a questo, e alla distanza fra ciò che le carte descrivono e ciò che accadeva in reparto.

Domande Frequenti (FAQ)

È vero che l'amministratore di una PMI che nomina un RSPP esterno non risponde più degli infortuni in azienda?

Gli obblighi di sicurezza restano all'impresa e a chi la amministra anche con un RSPP esterno, il cui compito è aiutare il datore di lavoro a individuare i rischi e le misure di prevenzione.

Come si prepara una delega di funzioni sulla sicurezza sul lavoro in una piccola impresa?

Si parte da una persona che conosca l'attività e possa davvero decidere e spendere. L'atto, scritto con data certa, firmato per accettazione e reso noto in modo adeguato e tempestivo, conviene che indichi con precisione i compiti trasferiti e il budget.

Che differenza c'è fra la delega di funzioni e la designazione dell'RSPP nella sicurezza sul lavoro?

Con la delega il datore di lavoro trasferisce ad altri alcuni obblighi e i poteri per adempierli, conservando il dovere di vigilare. L'RSPP consiglia il datore senza assumerne gli obblighi, e sceglierlo è un compito che il datore non può delegare.

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