Mentre a livello internazionale prosegue il braccio di ferro per arginare gli impatti negativi delle piattaforme digitali sui più giovani — dall'intesa siglata negli Stati Uniti con Meta fino alla recente proposta europea del Kids Act — anche in Italia il dibattito sulla tutela dei minori si fa sempre più serrato. A testimoniarlo è l'azione inibitoria collettiva avviata contro i colossi Meta e TikTok dal Movimento italiano genitori tramite lo studio torinese Ambrosio & Commodo. Proprio questo scenario complesso e delicato sarà al centro dell'incontro pubblico intitolato "(In)Dipendenza social e minori", in programma domani, venerdì 16 ottobre, dalle 18 alle 21 nell'Aula Magna del polo universitario Astiss di piazzale Fabrizio De André ad Asti.
L'evento, a ingresso gratuito con registrazione consigliata sul portale dell'associazione, è organizzato da Genitorinsieme ODV con il patrocinio dell'Asl AT. L'obiettivo dichiarato è quello di offrire a famiglie, docenti, educatori e istituzioni una riflessione approfondita sui pericoli delle dipendenze tecnologiche, coniugando l'esigenza di limiti normativi con la necessaria costruzione di competenze educative. "Proteggere i ragazzi online significa accompagnarli nella vita reale", ricorda la presidente dell'associazione organizzatrice, Roberta Barbaro, incaricata di introdurre la serata con i saluti istituzionali.
La discussione entrerà subito nel vivo sul piano giuridico grazie all'avvocato Stefano Commodo, socio fondatore della realtà legale che promuove la class action del Moige, che illustrerà i dettagli della battaglia giudiziaria nata per bloccare le dinamiche dannose connaturate ai modelli di business dei social. A seguire, la psicologa e psicoterapeuta Gabriella Scaduto, presidente di ReDiPsi e vicepresidente dell'Associazione Olga, analizzerà le origini psicologiche del bisogno compulsivo dello schermo e il labile confine tra abitudine e dipendenza.
Dalla teoria alla pratica quotidiana della sanità pubblica, l'attenzione si sposterà poi sull'esperienza clinica locale attraverso tre relazioni curate da medici specialisti dell'Asl AT: la psichiatra Mara Barcella approfondirà le risposte e le opportunità del Dipartimento di Salute Mentale di fronte al malessere adolescenziale, mentre lo psicologo Maurizio Mellana e il neuropsichiatra infantile Davide Traetta metteranno a fuoco i segnali dell'uso problematico dei media digitali rispettivamente nei giovani adulti e nell'età evolutiva.
Momento centrale e toccante dell'incontro sarà la testimonianza diretta di Irene Roggero, madre di Rossella, la ragazza scomparsa due anni fa dopo aver deciso di interrompere la propria vita. Il suo racconto ripercorrerà gli ultimi mesi vissuti dalla figlia sui social, offrendo uno spunto autentico prima di lasciare spazio al dibattito con il pubblico presente in sala.
A coordinare gli interventi sarà il giornalista de "La Stampa" Massimiliano Peggio. L'iniziativa rientra nel quadro del Bando Piemonte per i giovani nell'ambito del progetto I.N.C.L.U.D.O. del Comune di Asti; ai partecipanti che lo desiderano sarà rilasciato un attestato di frequenza.