Non un semplice argomento accademico, ma una trasformazione profonda che tocca da vicino la vita quotidiana, il tessuto produttivo e le relazioni umane. Con questo spirito nasce la nuova edizione della Scuola del Dialogo, presentata ufficialmente ad Asti per l'anno 2026-2027. L'iniziativa, frutto di una stretta co-organizzazione tra gli uffici della Diocesi di Asti (Progetto Culturale e Pastorale Sociale e del Lavoro), la parrocchia di Nostra Signora di Lourdes e l'assessorato alla Cultura del Comune di Asti, compie una scelta significativa: uscire dai confini parrocchiali per trasferirsi nel cuore civile della città, la sala Pastrone del teatro Alfieri.
Il filo conduttore del percorso è lo studio e la divulgazione dei contenuti dell'enciclica Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Ad aprire la conferenza stampa è stato Michelino Musso, responsabile del Progetto Culturale diocesano, che ha spiegato il senso di questa apertura: "Sulla scorta del pensiero di papa Francesco di una 'Chiesa in uscita', abbiamo cercato di far uscire questo capitolo della Scuola del Dialogo dal nostro ambito strettamente ecclesiale per aprirlo a tutta la cittadinanza", ha sottolineato. L'obiettivo primario non è demonizzare le nuove tecnologie, bensì valorizzarle mantenendo ferma la centralità dell'essere umano: "Il focus è cercare di non subire l'innovazione, ma riprendere tutte le tematiche che impattano sul nostro mondo per ribadire il primato e il rispetto della persona".
Una visione condivisa pienamente dal parroco di Nostra Signora di Lourdes, don Luca Solaro, il quale ha evidenziato come l'iniziativa rappresenti un'occasione di ascolto autentico delle dinamiche contemporanee. Per don Solaro, la comunità cristiana ha il dovere di porsi in ascolto e di "mettere a terra" i grandi valori: "Una parrocchia non può non collocarsi dentro un contesto sociale preciso, confrontandosi con i cambiamenti sempre più accelerati imposti dalla tecnologia. L'enciclica ci invita ad avere uno sguardo positivo e fiducioso sull'umanità, capace di trarre il bene anche da questi strumenti innovativi senza cedere alla rassegnazione".
A rimarcare la necessità di non limitarsi alla teoria è stato anche Gianni Valente, referente della Pastorale Sociale e del Lavoro, ricordando il percorso di ascolto avviato sul territorio già nel mese di settembre con i vari portatori di interesse: "Dobbiamo vigilare attentamente su quanto sta accadendo. 'Mettere a terra' significa dare continuità al confronto e domandarci cosa sia concretamente possibile fare nel mondo della scuola, dei servizi e delle professioni per governare l'impatto dell'intelligenza artificiale".
Il sostegno convinto dell'amministrazione comunale è stato ribadito dall'assessore alla Cultura Paride Candelaresi, che ha elogiato il valore del confronto diretto e in presenza: "In un'epoca in cui le opinioni tendono a polarizzarsi attraverso i social, creare occasioni di dialogo reale in cui tornare a porsi domande e coltivare il dubbio è fondamentale. Abbiamo sposato con entusiasmo questo ciclo perché affronta questioni che riguardano direttamente la nostra comunità". Mentre il sindaco Maurizio Rasero, non presente alla conferenza ma il cui pensiero è stato riassunto da un comunicato stampa, ha evidenziato come la sfida consista nell'abitare il digitale con la consapevolezza che "la tecnologia non è un assoluto, ma una dimensione di relazione che deve facilitare lo sviluppo della nostra umanità".
Il calendario degli incontri, tutti previsti alle 21 presso la sala Pastrone, si articola in quattro appuntamenti tematici:
Mercoledì 21 ottobre 2026: La dignità della persona davanti all'intelligenza artificiale: analisi e prospettive attraverso la Dottrina sociale della Chiesa, con Vittorio Rapetti, storico e ricercatore dell'Isral, affiancato dal contributo di Gianpiero Poncino, presidente diocesano dell'Azione Cattolica di Asti.
Mercoledì 25 novembre 2026: L'analisi critica del paradigma tecnocratico e le sfide al mondo del lavoro: rischi e responsabilità, a cura del professor Fabio Dovis del Politecnico di Torino.
Martedì 19 gennaio 2027: La custodia dell'umano nella triplice dimensione della verità, del lavoro e della libertà, condotta dalla professoressa Giuseppina De Simone della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale.
Mercoledì 24 febbraio 2027: Cultura della potenza o civiltà dell'amore? La nuova antropologia necessaria, relatore il professor Alessandro Mantini dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
In chiusura, Michelino Musso ha voluto evidenziare la vasta rete di sinergie e adesioni a supporto del programma, interpretando i patrocini non come meri atti formali, ma come autentici canali di cooperazione comunitaria. Tra le realtà aderenti figurano la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, il Centro Servizi per il Volontariato, l'Unione Industriale di Asti e le organizzazioni sindacali provinciali Cgil, Cisl e Uil, insieme ai numerosi uffici pastorali diocesani e alle associazioni cattoliche del territorio (Acli, Cif, Aimc, Uciim). Un'alleanza trasversale che testimonia la volontà condivisa di superare i particolarismi per costruire risposte comuni davanti al futuro digitale.