La sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto le fabbriche e i cantieri, ma anche il commercio, la ristorazione, gli uffici e i servizi alla persona. È da questa consapevolezza che parte la riflessione di Francesco Di Martino, segretario generale territoriale di Uiltucs Asti, in vista del convegno "Formazione e prevenzione. Sicurezza sul lavoro nel terziario", organizzato nell'ambito della settimana Asti si'cura 2026.
L'appuntamento è fissato per giovedì 22 ottobre alle 10 alla Sala Pastrone del Teatro Alfieri di Asti. L'iniziativa metterà a confronto sindacati, imprese, istituzioni ed esperti per approfondire le trasformazioni del mondo del lavoro e individuare strumenti capaci di migliorare la tutela della salute e della sicurezza.
Di Martino evidenzia come il terziario rappresenti un comparto fondamentale per l'economia e l'occupazione, ma sia ancora troppo spesso percepito come un settore a basso rischio.
"Quando parliamo di terziario, commercio e servizi, ci confrontiamo con il settore trainante del nostro Prodotto interno lordo e, al contempo, con il più grande bacino occupazionale del Paese", sottolinea il segretario, richiamando la varietà delle attività coinvolte: dalla grande distribuzione ai negozi di vicinato, dal pulimento alla ristorazione collettiva, fino agli uffici e ai servizi socioassistenziali ed educativi.
Una complessità che, secondo Di Martino, richiede maggiore attenzione e investimenti adeguati, anche per superare una visione della sicurezza concentrata prevalentemente sull'industria e sull'edilizia.
Dai rischi fisici allo stress, le criticità del settore
Tra le questioni affrontate nella relazione figurano i rischi ergonomici e posturali, legati al lavoro prolungato al videoterminale e alla movimentazione dei carichi. A questi si aggiungono le conseguenze della digitalizzazione, della reperibilità costante e dei cambiamenti nell'organizzazione delle attività.
Il segretario richiama inoltre l'attenzione sui rischi psicosociali e sul burnout, particolarmente rilevanti nelle professioni a contatto con il pubblico e nei servizi di assistenza e cura. Un altro problema riguarda le aggressioni e le violenze, fenomeni che possono interessare il commercio al dettaglio e i servizi di pubblica utilità.
La prevenzione deve quindi tenere conto di un quadro in continua evoluzione, nel quale la tutela della salute non può limitarsi agli aspetti più tradizionali della sicurezza.
"La prevenzione è un investimento sulle persone"
Il punto centrale della proposta di Uiltucs Asti è il rapporto tra formazione e prevenzione. Per Di Martino, non è sufficiente adempiere agli obblighi normativi attraverso corsi teorici: occorre investire in percorsi pratici, aggiornati e coerenti con le mansioni svolte.
"La prevenzione non è un mero adempimento burocratico o un costo da inserire a bilancio, è un investimento strategico sulla risorsa più preziosa di ogni organizzazione: le persone", afferma.
La formazione deve aiutare i lavoratori a riconoscere i rischi, gestire correttamente i carichi fisici e mentali e applicare le procedure di sicurezza nelle situazioni quotidiane. Un approccio che deve accompagnare l'evoluzione delle tecnologie, dei processi aziendali e delle condizioni di lavoro.
"La formazione generale non basta più", osserva, sottolineando l'esigenza di rafforzare l'addestramento specifico e di ridurre la distanza tra le procedure previste sulla carta e le attività effettivamente svolte.
Più tutele nelle aziende con sedi distribuite
Un altro tema riguarda le imprese che operano attraverso numerose sedi, come catene di negozi, punti di assistenza e hub logistici. In queste realtà, la distanza fisica e il numero ridotto di dipendenti in ciascun luogo di lavoro possono rendere difficile garantire una rappresentanza efficace in materia di sicurezza.
Per questo, nella relazione, il segretario di Uiltucs Asti invita a rivedere gli strumenti di tutela, valorizzando la figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) e valutando modalità di coordinamento e rappresentanza anche digitali e flessibili.
L'obiettivo è assicurare protezione a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla sede in cui operano. In questo percorso, Di Martino attribuisce un ruolo importante anche alla bilateralità e agli organismi paritetici del terziario, considerati strumenti di collaborazione tra rappresentanze sindacali e imprese.
La sicurezza, nella prospettiva delineata da Uiltucs Asti, richiede un impegno condiviso e una maggiore capacità di adattare le tutele alle caratteristiche delle diverse attività.
Gli ospiti e il programma del convegno
A moderare il confronto sarà il giornalista Paolo Viarengo. Dopo l'introduzione di Francesco Di Martino, interverranno Gennaro Strazzullo, segretario generale Uiltucs Piemonte; Enrico Fenoglio, presidente di Confcommercio Asti; e Marcello Coppo, deputato di Fratelli d'Italia e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
Sono previsti anche gli interventi di Sergio Ardissone, docente della EPM International Ergonomics School ed esperto di ergonomia; Pierpaolo Masciocchi, direttore del settore Ambiente, Utilities e Sicurezza sul lavoro di Confcommercio nazionale; e Rossella Pucciarello, area manager per lo sviluppo d'impresa di Proevo Srl, ente formatore accreditato in Piemonte.
L'iniziativa vuole essere un'occasione di confronto tra competenze ed esperienze differenti, con l'obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, organi di vigilanza, associazioni di categoria, sindacati e professionisti della sicurezza.
Il segretario ribadisce la necessità di fare rete per costruire ambienti di lavoro più sicuri. "La sicurezza non si fa da soli. Si fa facendo rete, condividendo competenze e mantenendo altissima l'attenzione".