La sicurezza sul lavoro passa anche attraverso la tutela della salute mentale e del benessere psicologico. È questo il messaggio al centro dell’edizione 2026 di ASTI SI’CURA, iniziativa promossa dalla Prefettura di Asti nell’ambito dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio degli infortuni sul lavoro e la sicurezza dei lavoratori, che ha preso il via lunedì 19 ottobre all’Auditorium della Banca di Asti.
Il convegno inaugurale, dal titolo “Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro”, ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni, ricercatori ed esperti della prevenzione su un tema sempre più centrale: la costruzione di ambienti professionali sani, inclusivi e sostenibili, capaci di proteggere non soltanto l’integrità fisica, ma anche quella psicologica dei lavoratori.
Ad aprire i lavori è stato il prefetto di Asti, Claudio Ventrice, che ha richiamato l’importanza di una concezione più ampia della sicurezza. “Il lavoro può essere realmente strumento di libertà e di dignità soltanto se è anche sicuro”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di superare una visione limitata alla sola prevenzione degli infortuni.
“Quando parliamo di sicurezza sul lavoro non possiamo limitarci alla sola prevenzione degli infortuni o dei rischi fisici. Dobbiamo ampliare il nostro sguardo e considerare una dimensione altrettanto fondamentale, quella del benessere psicofisico del lavoratore”, ha aggiunto Ventrice.
I rischi psicosociali e le nuove sfide del lavoro
Nel corso dell’incontro sono intervenuti diversi specialisti dell’Inail, che hanno approfondito il rapporto tra organizzazione del lavoro, salute mentale e prevenzione.
La dottoressa Francesca Grosso, del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (Dimeila) dell’Inail e responsabile delle attività tecnico-scientifiche del Focal Point Italia di EU-OSHA, ha presentato la campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”, dedicata alla promozione della salute mentale negli ambienti professionali.
Al centro del suo intervento i profondi cambiamenti tecnologici, organizzativi e demografici che stanno trasformando il mondo del lavoro e rendono sempre più necessario adottare strategie efficaci contro i rischi psicosociali. Tra gli strumenti indicati figurano il coinvolgimento dei lavoratori, una leadership attenta, la chiarezza dei ruoli e il dialogo sociale, elementi fondamentali per favorire ambienti inclusivi e orientati al benessere.
Il dottor Matteo Ronchetti, ricercatore psicologo del lavoro presso il Laboratorio Rischi Psicosociali e Tutela dei Lavoratori Vulnerabili dell’Inail, ha invece illustrato le esperienze di ricerca e gli strumenti messi a disposizione dall’Istituto per valutare e gestire questi rischi.
Particolare attenzione è stata dedicata allo stress lavoro-correlato, alle conseguenze di un’organizzazione inadeguata e agli effetti che tali condizioni possono avere sia sulla salute individuale sia sulla produttività delle aziende. L’obiettivo è fornire a imprese ed enti strumenti concreti per individuare le criticità e intervenire prima che si traducano in situazioni di disagio.
Organizzazione, prevenzione e attenzione ai giovani
La dottoressa Rebecca Nebbia, professionista della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Piemonte, ha approfondito gli aspetti organizzativi che incidono maggiormente sul benessere professionale.
Tra questi figurano la chiarezza degli obiettivi, l’equilibrio tra carichi di lavoro e risorse disponibili, l’autonomia operativa, il supporto da parte dell’organizzazione, la partecipazione e il rispetto reciproco.
La prevenzione, è stato evidenziato, non può limitarsi alla rilevazione dei rischi, ma deve tradursi in interventi capaci di migliorare concretamente le condizioni di lavoro, attraverso il coinvolgimento attivo delle persone e la revisione dei fattori organizzativi che possono generare disagio.
Un approfondimento specifico ha riguardato i giovani e il loro ingresso nel mondo professionale, con l’importanza di promuovere fin dalle prime esperienze una cultura della sicurezza, della prevenzione e del benessere.
Un impegno condiviso per la sicurezza
A moderare il convegno è stata la giornalista de La Stampa Roberta Favrin. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali, degli enti di vigilanza, del mondo delle professioni, delle imprese e del volontariato, confermando l’attenzione del territorio verso la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Dalla giornata inaugurale è emersa la necessità di considerare la salute mentale una componente essenziale della sicurezza, riconoscendo nella prevenzione dei rischi psicosociali una responsabilità condivisa tra istituzioni, datori di lavoro, dipendenti e comunità.