Scuola - 21 ottobre 2026, 12:36

Caro mensa a Moncalvo, la replica del sindaco Musumeci: "Dalla minoranza sviste istituzionali e clamore politico"

La gestione della mensa è gestita dall'Unione dei comuni Terre del tartufo. "Un rappresentante è all'interno. Perché solo ora?"

La scuola di Moncalvo

Il caso dell'adeguamento delle tariffe della mensa scolastica a Moncalvo si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le polemiche e la mozione presentata dall'opposizione per contestare i rincari, arriva la ferma replica del sindaco Diego Musumeci. Il primo cittadino respinge le accuse, difendendo le scelte fatte come "Esito obbligato", e passando al contrattacco sulle responsabilità della passata amministrazione.

Un problema di competenze e sviste

Il primo punto sollevato dal sindaco riguarda la competenza del servizio: la gestione della mensa scolastica dell'Istituto comprensivo non è in capo al Comune di Moncalvo, ma all'Unione dei comuni Terre del tartufo. Musumeci fa notare che la minoranza vanta un proprio rappresentante all'interno degli organi collegiali dell'Unione, dotato di pieno potere di ispezione e controllo. Per questo, l'amministrazione si chiede come mai tale rappresentante si "Svegli", solo ora, a un mese e mezzo dall'inizio della scuola, indirizzando peraltro la protesta al destinatario sbagliato.

"Sebbene l'interlocutore formale debba essere l'Unione dei comuni, non mi sono mai tirato indietro ad alcun confronto e non lo faccio certo ora", dichiara il sindaco Musumeci, che ricorda di aver già incontrato personalmente una delegazione di genitori nelle scorse settimane. Rivolgendosi alla minoranza, aggiunge: "Rispondo volentieri pur con il forte dubbio che il loro interesse sia rivolto più al clamore politico che alla realtà dei fatti".

I numeri del rincaro e l'intervento dell'Unione

Sul fronte puramente economico, l'amministrazione chiarisce la dinamica che ha portato il buono pasto a 6,50 euro. Il precedente costo di 5 euro era fermo da ben otto anni. Dopo tre proroghe contrattuali per mantenere il prezzo bloccato, a giugno l'azienda erogatrice ha comunicato la decisione irrevocabile di non rinnovare il servizio, a causa dell'insostenibilità economica e della mancanza di un centro cottura a Moncalvo.

Dopo una ricerca di mercato andata a vuoto, a fine agosto l'Unione è riuscita a convincere la ditta uscente a proseguire, ma a un costo base salito a 6,86 euro per pasto. I motivi sono legati all'inflazione sulle materie prime e sull'energia, oltre ai costi di trasporto, dato che il cibo deve viaggiare da una struttura esterna distante più del doppio rispetto al passato.

Di fronte a questa cifra non ribassabile, pena l'interruzione del servizio, l'Unione dei comuni è intervenuta coprendo con il proprio bilancio 36 centesimi a pasto (il massimo consentito dai vincoli finanziari per non generare deficit), portando la tariffa finale a 6,50 euro. L'impatto reale per le famiglie si traduce in un aumento di circa 11,33 euro mensili per chi fa due rientri settimanali, e di 28,33 euro per chi ne fa cinque. L'Unione garantisce questo calmieramento a tutti gli alunni, senza alcuna discriminazione legata a residenza o reddito.

La stoccata finale sul centro cottura e i fondi Pnrr

Il vero nodo che fa lievitare i prezzi e allontana le aziende di ristorazione è però strutturale: l'assenza di un punto cottura in loco. Su questo aspetto, Musumeci lancia un duro attacco all'attuale minoranza, che ha guidato il paese nel mandato precedente: "Ci chiediamo come mai chi ha amministrato Moncalvo nei cinque anni precedenti e che oggi veste i panni dell'innocente paladino delle famiglie, non abbia pensato di realizzare un punto cottura quando vi era la concreta possibilità di farlo attingendo ai fondi del Pnrr, come hanno fatto tanti altri comuni".

Secondo il sindaco, la costruzione di un centro cottura sarebbe stata "Una scelta strategica e lungimirante, capace di portare un beneficio strutturale e permanente a tutta la comunità". E conclude con amarezza: "Oggi ci troviamo a gestire i costi di scelte che incredibilmente non sono state fatte in passato, con l'unico obiettivo di garantire ai nostri ragazzi un servizio essenziale senza interromperlo".