Politica - 22 ottobre 2026, 12:14

Asl Asti, Gorgoni replica sulle uscite dei dirigenti: "Non sono fughe, ma percorsi diversi"

Il direttore generale chiarisce le ragioni dei cambiamenti negli incarichi e presenta il nuovo direttore sanitario Lucia Pederzini: "Comprendiamo le preoccupazioni, ma parlare di sfaldamento dell’Azienda non rende giustizia al lavoro quotidiano"

Il direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni, interviene sul dibattito relativo ai recenti cambiamenti negli incarichi dirigenziali dell’Azienda sanitaria, invitando a distinguere le diverse situazioni e respingendo l’interpretazione di un progressivo indebolimento della struttura.

"Il confronto sulla sanità pubblica merita attenzione e rispetto, a partire dalle preoccupazioni dei lavoratori. È però doveroso chiarire le ragioni di alcuni cambiamenti negli incarichi, che non possono essere accomunati sotto la definizione di “fughe”", afferma Gorgoni.

Il direttore generale richiama innanzitutto i percorsi professionali della dottoressa Claudia Cazzola e della dottoressa Cristina Chialvi, che hanno assunto incarichi di direttrici amministrative. Si tratta, sottolinea, di ruoli caratterizzati da maggiori responsabilità e prestigio. "Le loro promozioni testimoniano il valore delle professionalità presenti nella nostra Azienda, le cui competenze contribuiscono ad arricchire l’intero Servizio sanitario regionale".

Diversa la situazione di Barbara Caimi, che ha scelto di avvicinarsi alla propria famiglia e ai suoi quattro figli. Una decisione personale che, secondo Gorgoni, merita rispetto e richiama una difficoltà ancora presente nel mondo del lavoro: "conciliare responsabilità professionali e familiari".

Il direttore generale ringrazia le professioniste per il lavoro svolto e rivolge gli auguri di buon lavoro a Lucia Pederzini, nuovo direttore sanitario dell’Asl AT. Pederzini arriva dall’Ausl di Modena, dove ha maturato un’esperienza di oltre vent’anni nella gestione e nell’organizzazione dei servizi sanitari, con particolare attenzione ai percorsi chirurgici, alla specialistica ambulatoriale e al governo delle liste d’attesa.

Gorgoni riconosce le preoccupazioni che possono accompagnare i cambiamenti, ma invita a non interpretarli come un segnale di crisi complessiva dell’Azienda. "Leggere vicende diverse come il segnale di uno sfaldamento dell’Azienda non rende giustizia né alle professioniste coinvolte né al lavoro quotidiano di chi garantisce i servizi", dichiara, ribadendo che l’impegno della direzione resta concentrato sulla continuità delle attività e sul confronto con gli operatori e le rappresentanze sindacali.

In merito alla vertenza sindacale, Gorgoni precisa infine che l’Asl non rilascerà dichiarazioni sul merito della questione, "per rispetto della dialettica sindacale e del tavolo convocato da Prefettura".

Redazione


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