Sanità - 24 ottobre 2026, 15:10

Funghi, in Piemonte 30 persone coinvolte in intossicazioni nel 2025: controlli gratuiti nelle ASL

Con l’arrivo dell’autunno torna la stagione della raccolta, ma la Regione richiama l’attenzione sui rischi legati al consumo di funghi spontanei. Fondamentale rivolgersi agli Ispettorati micologici per verificarne la commestibilità

Con l’autunno entra nel vivo la stagione della raccolta dei funghi, un’attività molto diffusa anche in Piemonte che richiede attenzione, conoscenza delle diverse specie e precauzioni nella conservazione e nella preparazione. Consumare funghi spontanei senza averne verificato la commestibilità può infatti provocare intossicazioni anche gravi.

A richiamare l’attenzione sui rischi è la Regione Piemonte, che invita i cittadini a non consumare mai funghi raccolti autonomamente senza averne accertato l’identificazione. Per questo motivo, gli Ispettorati micologici delle Aziende Sanitarie Locali offrono gratuitamente controlli sulla commestibilità dei funghi raccolti per uso personale.

Nel 2025 registrati 22 episodi di sospetta intossicazione

I dati del Rapporto 2025 del Sistema Integrato di Sorveglianza delle Malattie Trasmesse da Alimenti della Regione Piemonte restituiscono un quadro in miglioramento rispetto all’anno precedente, ma confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione.

Nel corso del 2025 sono stati registrati 22 episodi di sospetta intossicazione o intolleranza legati al consumo di funghi, che hanno coinvolto complessivamente 30 persone: 24 adulti e 6 bambini.

Tutti i soggetti interessati si sono rivolti ai Pronto Soccorso ospedalieri e, fortunatamente, non si sono verificati decessi. Il dato risulta in diminuzione rispetto al 2024, quando le persone coinvolte erano state 58.

Un elemento significativo riguarda la provenienza degli alimenti: in tutti gli episodi segnalati nel 2025, i funghi erano stati raccolti privatamente e consumati in ambito domestico.

I problemi, inoltre, non sono necessariamente causati soltanto da specie velenose. Anche i funghi commestibili possono provocare disturbi gastrointestinali a causa di quantità eccessive, intolleranze individuali o condizioni di conservazione non adeguate. Alcune specie, invece, possono essere consumate soltanto dopo specifici trattamenti.

I controlli micologici: oltre 1.400 accessi nel 2025

Un ruolo centrale nella prevenzione è svolto dagli Ispettorati micologici delle ASL, presenti nell’ambito dei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN). Queste strutture offrono consulenza ai raccoglitori, attività di formazione e supporto nei casi di sospetta intossicazione.

Nel 2025 sono stati registrati 1.417 accessi agli Ispettorati micologici: 926 per consulenze ai raccoglitori e 491 per attività che hanno comportato anche il rilascio di certificazioni per la vendita. Nell’ambito delle consulenze ai privati sono state effettuate 1.634 determinazioni di specie fungine.

Gli esperti intervengono anche a supporto del personale sanitario ospedaliero quando si verificano sospette intossicazioni, contribuendo a identificare le specie consumate e a orientare il percorso diagnostico e terapeutico.

Le regole per raccogliere e consumare i funghi in sicurezza

Per ridurre i rischi, la Regione raccomanda di seguire alcune semplici regole durante la raccolta e la preparazione.

È importante raccogliere soltanto funghi interi, giovani e sani, conservando tutte le parti necessarie al riconoscimento della specie. Per il trasporto è preferibile utilizzare cestini rigidi e aerati, evitando i sacchetti di plastica.

Non bisogna affidarsi alle credenze popolari: il colore, l’aspetto del fungo o il fatto che sia stato rosicchiato dagli animali non costituiscono prove della sua commestibilità. È inoltre opportuno evitare la raccolta in aree potenzialmente contaminate, come quelle vicine a strade molto trafficate, discariche e insediamenti industriali inquinanti.

Una volta raccolti, i funghi devono essere conservati in frigorifero e consumati entro due giorni, dopo un’adeguata cottura. È consigliato anche un consumo moderato, mentre il loro consumo è sconsigliato ai bambini, alle donne in gravidanza o allattamento e alle persone affette da malattie debilitanti.

Particolare attenzione va riservata ai chiodini del genere Armillaria, che richiedono una prebollitura di almeno 15-20 minuti, con successiva eliminazione dell’acqua, prima della preparazione finale.

La raccomandazione principale resta comunque quella di non utilizzare metodi empirici per distinguere le specie commestibili da quelle velenose: il controllo da parte di un micologo è uno strumento fondamentale per prevenire le intossicazioni.

Cosa fare in caso di sospetta intossicazione

Se dopo aver mangiato funghi compaiono disturbi o sintomi sospetti, è necessario rivolgersi tempestivamente al Pronto Soccorso, senza aspettare un eventuale peggioramento.

È utile conservare e portare con sé gli eventuali avanzi dei funghi consumati, anche se già cotti, oppure gli scarti della pulitura. Questi materiali possono aiutare gli esperti a identificare la specie responsabile e i medici a individuare il trattamento più appropriato.

Dove trovare i controlli gratuiti in Piemonte

Gli Ispettorati micologici delle ASL piemontesi mettono a disposizione dei cittadini il controllo gratuito dei funghi spontanei destinati al consumo personale.

Per consultare le informazioni regionali e individuare i centri di controllo è possibile visitare il sito della Regione Piemonte:


 

Redazione