Ultim'ora - 24 ottobre 2026, 19:50

Mentana annuncia l'addio al Tg La7: "Lascio il 23 dicembre"

(Adnkronos) - "Voglio darvi una notizia: lascio il Tg La7 il 23 dicembre. Voglio passare il Natale in famiglia...". E' l'annuncio di Enrico Mentana, che si appresta a lasciare il telegiornale dell'emittente di Urbano Cairo. Il giornalista, al timone del tg dal 2010,, annuncia l'addio nella cerimonia in cui riceve il premio Marchiaro a Alessandria. L'addio si consumerà con qualche giorno d'anticipo rispetto alla fine dell'anno e alla scadenza del contratto: "Voglio passare il Natale in famiglia", ironizza Mentana, che non risponde alle domande del moderatore su un eventuale ritorno a Mediaset. 

L'evento è l'occasione anche per una riflessione ad ampio spettro sul giornalismo e sui telegiornali. "La televisione è ciò che resta di quello che, all'età di 20 anni, vivevamo come qualcosa di estremamente innovativo. La media dei telespettatori dei tg si avvicina più ai 70 che ai 65 anni. Nessun giovane guarda i telegiornali, le modalità di percezione delle notizie sono diverse. E' più probabile che un giovane conosca la realtà israelo-palestinese da Cecilia Sala e non dal telegiornale. Ognuno, come la pittura, è figlio e fratello del suo tempo. Oggi nessun ragazzino può appassionarsi al giornalismo guardando un telegiornale", dice Mentana. 

E' cambiato anche il rapporto tra giornalismo e politica. "E' tutto stritolato dalla logica del frullatore per cui da una parte sono tutti bravi e dall'altra sono tutti fessi. Anche se succedono cose che non c'entrano nulla con l'Italia, dalla prima pagina si capisce qual è l'orientamento di un normale", osserva Mentana. "La logica ormai è questa, non c'è più la terra di nessuno. E chi sta in mezzo viene considerato una sorta di minorato, perché ormai la logica che domina anche nell'informazione è questa. Non vedo da anni un talk show in cui si dica 'il mio avversario ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere'. Non si dice mai qualcosa su cui si può essere d'accordo con l'interlocutore. Zelensky, ad esempio, è un eroe della resistenza o uno che ruba: non è possibile", prosegue il giornalista. 

Mentana si sofferma sulle manifestazioni e sui cortei degli ultimi weekend, con disordini e scontri: "Io vivo a Roma e sono milanese. Penso che molto sia indotto dall'esempio francese, non credo ci sia un clima di rivolta interno. Molti di noi hanno fatto l'università con sacrifici, andando a prendere un letto in una cameretta da uno zio o da un conoscente. Molti hanno fatto i pendolari. Esiste un disagio forte, affrontato dalle classi sociali con dignità: non per questo la politica non deve essere attenta. Da anni a questa parte la politica ha usato il sistema di mance e regalini, lo hanno fatto tutti senza pensare ad una politica sociale che avesse un'impostazione meritocratica verso chi cerca lavoro. Con tutto questo, però, non ho visto quelle categorie in piazza".  

 

 

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