L’arte esce dagli spazi espositivi tradizionali e incontra la storia, l’architettura e le tradizioni di Montechiaro d’Asti. Sabato 7 e domenica 8 novembre, in occasione della Fiera nazionale del Tartufo bianco del Monferrato, torna Tartufarte, con un programma di mostre e iniziative culturali curate dal cenacolo d’arte ARTPALIO.
Il progetto punta a trasformare il paese in una galleria diffusa, utilizzando edifici storici e luoghi simbolici per ospitare opere, fotografie e testimonianze. Il filo conduttore è l’arte come forma di relazione e occasione per riscoprire un patrimonio che spesso rimane fuori dai principali circuiti culturali e turistici.
Tra gli spazi coinvolti ci sarà l’ex sede storica del Palio, in via Vittorio Emanuele 8, lungo la suggestiva strada dei Voltoni. Le grandi arcate, nate come opere di contenimento del territorio, raccontano una parte della storia rurale del paese. Nel primo Novecento ospitavano fieno, covoni di grano in attesa della battitura, attrezzi agricoli e bestiame. Con la progressiva rigenerazione culturale tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio sono diventate luoghi di aggregazione, mostre ed esposizioni.
In occasione della fiera, da sabato 7 novembre, i Voltoni saranno protagonisti anche della "Notte del tartufo", con un percorso dedicato ai sapori e alle eccellenze del territorio.
Mostre diffuse tra storia e creatività
Per superare la carenza di spazi espositivi tradizionali, Tartufarte coinvolgerà anche le aule dell’ex scuola elementare di via Piesenzana. Qui saranno allestite una mostra di martelli d’epoca curata da Antonio Casarin e una rassegna stampa che ripercorre l’evoluzione della Fiera del Tartufo a partire dal 1988.
Numerosi gli artisti che hanno già aderito alla manifestazione: Elena Bellaviti, Giuseppe Bonavia, Silvia Borelli Lenta, Marina Bottero, Gisella Carlevaro, Giuseppe De Angelis, Raffaella Di Benedetto, Pietro Macchiolo, Olga Manganiello, Emma Massa, Rosalba Masone Beltrame, Gerlando Meli, Lorenzo Meneghel, Carla Novello, Federico Olivero, Cesare Oneda, Libero Petrone, Giovanni Petrucci, Crissi Piras, Cristina Raselli, Rossella Rossi Forza, Sonia Simoneschi, Daniela Soccol, Sikke Couperus e Giuliano Tacite.
Il programma comprende anche la mostra fotografica "Gente del mio paese al Palio 1976", curata da Domenico Binello, e l’esposizione dei presepi realizzati da Rita con materiali riciclati.
Spazio inoltre all'impegno sociale con "L’amore non alza le mani, ma ti prende per mano", mostra contro la violenza sulle donne curata da Virginia Salvi e Beatrice Bonino, di Cortemilia.
Il Palio di Asti tra memoria e anniversari
Un'altra esposizione sarà dedicata a "7 anni di gloria, la superba rinascita della corsa del Palio (1929-1935)". Saranno presentati alcuni costumi d’epoca legati al periodo in cui il Comune di Montechiaro partecipava alla manifestazione astigiana.
L’allestimento sarà anche l’occasione per ricordare Gianmarco Rebaudengo, storico e vincente rettore, in occasione dei cinquant'anni di partecipazione al Palio di Asti, dal 1976 al 2026.
Tartufarte si propone così come un percorso che unisce arte contemporanea, memoria collettiva e identità locale, valorizzando luoghi e testimonianze del patrimonio di Montechiaro. Un invito a scoprire il paese attraverso linguaggi diversi, in parallelo con gli appuntamenti della Fiera nazionale del Tartufo bianco del Monferrato.