Sanità - 06 novembre 2026, 16:07

Il modello sanitario di invecchiamento attivo fa scuola: confronto al Massaia con una delegazione cinese

Questa mattina i vertici dell'Asl AT e il sindaco Maurizio Rasero hanno accolto i rappresentanti del periodico scientifico Qianjin Forum

Nell'immagine il direttore generale ASL AT Giovanni Gorgoni, il Sindaco di Asti Maurizio Rasero, i componenti della delegazione cinese: Wang Lu consigliere del Comitato editoriale di Forward Forum; Zhao Yang e Xiong Feng componenti del Comitato editoriale; Liu Hongmei ricercatrice speciale del Comitato editoriale; Xu Zhanying redattrice; il consulente Vincenzo Bonasera, i direttori di struttura Complessa Federico Dettoni (Ortopedia), Laura Norelli (Geriatria), Giovanna Lombardi (Medicina Fisica e Riabilitazione), i rappresentanti della Direzione Medica di Presidio e della Direzione delle Professioni Sanitario

La gestione delle fragilità della terza età e il raccordo costante tra corsia ospedaliera e territorio hanno catalizzato l'attenzione di un qualificato gruppo di esperti orientali giunti nel capoluogo astigiano. Questa mattina le sale dell'ospedale Cardinal Massaia hanno fatto da cornice a un articolato confronto tecnico tra i vertici dell'Azienda sanitaria locale e una delegazione della testata scientifica cinese Forward Forum (Qianjin Forum).

La visita nell'Astigiano, concretizzata su iniziativa del consulente del lavoro Vincenzo Bonasera e della consulente istituzionale Meiling Chang, ha rappresentato una tappa strategica per i delegati esteri dopo aver già esaminato centri di ricerca e strutture ospedaliere lombarde. A fare gli onori di casa, affiancando i primari e la dirigenza sanitaria, è intervenuto anche il sindaco di Asti Maurizio Rasero. La delegazione asiatica era composta da Lu Wang, consigliere del Comitato editoriale della rivista, affiancato dai colleghi componenti Yang Zhao e Feng Xiong, dalla ricercatrice speciale Hongmei Liu e dalla redattrice Zhanying Xu.

A delineare l'architettura dei servizi sanitari piemontesi e astigiani è stato il direttore generale dell'Asl AT, Giovanni Gorgoni, che ha risposto ai quesiti posti dagli osservatori sui meccanismi di raccordo tra ospedale, poliambulatori e municipalità. Il focus si è concentrato sulle politiche di invecchiamento attivo e preventivo, sintetizzate dal programma locale Communit-Action. Il progetto poggia su cinque capisaldi operativi: palestre della memoria, gruppi di cammino, percorsi di educaring, attività fisica adattata e la rete capillare degli ambulatori infermieristici di comunità, elementi integrati con l'esperienza scientifica del Forum LONGEV-Italia e con elevati standard di assistenza domiciliare. L'obiettivo condiviso vede la longevità non come un carico emergenziale ma come un'opportunità da coltivare attraverso la prossimità e il coinvolgimento diretto delle comunità.

Sul versante prettamente clinico e ospedaliero, i direttori di struttura complessa hanno esposto i percorsi di filiera dedicati alle patologie degenerative e traumatiche. Il primario di Ortopedia e Traumatologia, Federico Dettoni, ha spiegato le metodologie adottate per i traumi acuti e gli interventi programmati di protesi ad anca e ginocchio, evidenziando come l'adesione a protocolli predefiniti renda fondamentale la stretta sinergia con i reparti internistici e riabilitativi.

La gestione congiunta trova la sua massima espressione nell'Ortogeriatria, programma descritto dalla direttrice della Geriatria, Laura Norelli. Il protocollo è indirizzato ai pazienti di età superiore ai 75 anni che, a fronte di una frattura femorale, presentano comorbilità croniche e quadri clinici complessi. In questo contesto la presenza contemporanea di ortopedici e geriatri permette di stabilizzare i parametri prima dell'atto chirurgico e monitorare le complicanze post-operatorie, applicando la regola clinica che impone di garantire "il reparto giusto al momento giusto", per accompagnare la persona in sicurezza verso la guarigione.

La fase finale del ciclo di cura è stata infine approfondita dalla responsabile della Medicina Fisica e Riabilitazione, Giovanna Lombardi. L'itinerario riabilitativo fa da ponte tra la degenza e il rientro nel proprio contesto di vita grazie a un team multidisciplinare composto da fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali e personale infermieristico. Come ha evidenziato a chiusura dei lavori la direttrice delle Professioni Sanitarie, Katia Moffa, la meta primaria rimane quella di recuperare il maggior livello possibile di autonomia e autosufficienza, consentendo all'anziano di riappropriarsi delle proprie abitudini e della sfera relazionale e sociale all'interno della famiglia.

Redazione