Sanità - 03 aprile 2020, 07:30

Il Coronavirus con gli occhi del biologo: "Di solito siamo poco considerati, ma il nostro ruolo in laboratorio è fondamentale"

Alessandro Miceli, commissario straordinario dell'Ordine nazionale dei biologi per Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta: "Stiamo nelle immediate retrovie rispetto a chi opera sul fronte ma, in definitiva, tamponi ed analisi giungono nelle nostre mani"

Il Coronavirus con gli occhi del biologo: "Di solito siamo poco considerati, ma il nostro ruolo in laboratorio è fondamentale"

Tamponi, test, analisi ma anche sperimentazioni a caccia della soluzione giusta. Mai come in questo periodo in cui è esplosa l'emergenza Coronavirus l'opinione pubblica ha rivolto il proprio sguardo (e le relative speranze) verso il mondo dei laboratori. Realtà che in tempi "normali" passano spesso sotto silenzio o nell'indifferenza ma che, con la fame di risposte al Covid-19, oggi sono alla ribalta. Insieme a una delle professioni che li popolano: i biologi.

"Tra le professioni sanitarie la nostra è comunemente poco considerata se non del tutto ignorata – dichiara Alessandro Miceli, biologo ed embriologo clinico, commissario straordinario dell’Ordine Nazionale dei Biologi di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta; eppure il nostro ruolo è di fondamentale importanza per l’attività dei laboratori di qualsiasi struttura sanitaria, pubblica o privata che sia".

Dottor Miceli, si è mai spiegato questa carenza di attenzione per la categoria?
"Mi hanno piacevolmente colpito i meritatissimi ringraziamenti rivolti in queste settimane, attraverso i vari mezzi di informazione, a medici, infermieri, personale sanitario in genere così come a farmacisti, commessi di supermercati e negozi di alimentari ed a chi provvede alle consegne a domicilio; mi spiace però che nessuno citi un’altra categoria di lavoratori della sanità altrettanto coinvolta e sottoposta a carichi di lavoro particolarmente intensi, gli operatori di laboratorio e, tra questi, noi biologi. Verosimilmente questo perché non siamo particolarmente esposti, non operiamo direttamente “sul fronte” come i medici e gli infermieri, ma agiamo nelle immediate retrovie, chiusi negli spazi, talvolta anche ristretti, dei laboratori di analisi e diagnostica. I biologi sono sempre stati e restano un anello fondamentale della catena di assistenza sanitaria".

Siete anche voi una figura sanitaria.
"Certamente si, ma non avendo, in genere, un contatto diretto con i pazienti e quindi con le persone, che sono i veri fruitori del servizio sanitario, forse anche per questo motivo risultiamo in qualche modo meno visibili. I tamponi ed i prelievi eseguiti in questi giorni in tutta Italia per rilevare il Covid-19 indispensabili per la diagnosi nonché per la definizione della portata del fenomeno e conseguentemente delle politiche sanitarie di contrasto alla pandemia, vengono processati ed esaminati in laboratori specializzati di strutture sanitarie, individuate dalla direzione sanitaria regionale, provvisti della dotazione strumentale necessaria e di personale addestrato tra cui biologi e tecnici di laboratorio biomedico". 

Massimiliano Sciullo

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