Solidarietà - 04 aprile 2020, 09:53

"Non discriminare nell'erogazione degli aiuti per l'emergenza. Il virus non conosce confini"

L'appello è dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione che invita i Comuni a tenere presente tutte le persone che risiedono sui territori

"Non discriminare nell'erogazione degli aiuti per l'emergenza. Il virus non conosce confini"

"Non discriminare nell'erogazione degli aiuti". L’appello arriva dall’Asgi, associazione studi giuridici sull’immigrazione che invita i comuni a tenere presente tutte le persone che stanno subendo gli effetti della tragedia Covid-19 indipendentemente dalla nazionalità, dal titolo di soggiorno, dalla durata della permanenza precedente sul territorio”.

In queste ore infatti tutti i comuni, sono alle prese con i vari disciplinari per lo stanziamento dei fondi per i buoni spesa stanziati dal Governo. “Si tratta di interventi straordinari destinati a supplire alla perdita di occasioni di lavoro provocata dall’emergenza – scrivono dall’Agi - In quanto tali, devono essere rivolti a tutti coloro che appartengono a una comunità territoriale e hanno subito gli effetti di tale particolare situazione,  indipendentemente dalla nazionalità, dal titolo di soggiorno, dalla durata della permanenza precedente sul territorio. In particolare, per quanto riguarda i titoli di soggiorno, va ricordato che numerose norme (artt. 2, 41 e 43 TU immigrazione, oltre a varie direttive UE) garantiscono la parità di trattamento con gli italiani nell’accesso alle prestazioni di assistenza sociale a tutti gli stranieri regolarmente soggiornanti, anche se titolari di un permesso di soggiorno per famiglia, lavoro o protezione internazionale; pertanto non è consentito ai Comuni operare distinzioni a seconda del titolo di soggiorno".

"Quanto agli stranieri privi di titolo di soggiorno, va tenuto conto, continuano – senza voler considerare qui la evidente opportunità di un provvedimento di regolarizzazione – che in questa particolare situazione essi non hanno alcuna possibilità di lasciare il nostro paese stante il blocco della mobilità internazionale e l’indisponibilità dei paesi di origine a riammetterli nel territorio. Si tratta dunque di persone irregolari, ma di fatto costrette a restare nel nostro paese”.

“Il virus non conosce confini e steccati – concludono dall'ASGI -non ricreiamoli all’interno delle nostre comunità locali e valorizziamo invece il patrimonio di solidarietà e di coesione sociale che abbiamo sperimentato in queste settimane.

COME SONO LE REGOLE AD ASTI

Ad Asti, mentre si attende il nuovo sistema per la raccolta delle domande che riprenderà mercoledì 8 aprile (al momento ne sono arrivate circa 500), le norme sono chiare.

I cittadini devono risiedere nel Comune, essere cittadino italiano o dell’Unione Europea, cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso, cittadino di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario - titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o  titolare di protezione internazionale, non devono aver rcepito alcun reddito nei primi tre mesi dell’anno 2020 o aver perso la propria capacità reddituale a causa del COVID-19,

Non devono possedere un patrimonio mobiliare superiore ad € 6.000,00, incrementato  di € 2.000,00 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di € 10.000,00, come previsto dall’art. 5 comma 6 del DPCM 159/2013 (decreto ISEE).

Naturalmente chi presenta domanda non deve già avere un sostegno pubblico e il buono non potrà eccedere l’importo di € 300,00 settimana.

Redazione

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