Economia e lavoro - 08 aprile 2020, 10:50

200 richieste di cassa integrazione da aziende del settore delle costruzioni in provincia di Asti. 800 i lavoratori coinvolti

La Cassa Edile ha erogato anticipatamente a 1055 lavoratori, per un valore di circa 838 mila euro il premio Ape

200 richieste di cassa integrazione da aziende del settore delle costruzioni in provincia di Asti. 800 i lavoratori coinvolti

Riceviamo e pubblichiamo una nota congiunta dei sindacati del settore edilizia

FENEAL UIL PIEMONTE FILCA ALESSANRIA- ASTI FILLEA CGIL ASTI

La situazione attuale del Paese con il fermo delle attività produttive non essenziali, anche in applicazione delle disposizioni della Regione Piemonte, finalizzate a contrastare la diffusione del contagio in particolare nei cantieri edili, ha fatto sì che nelle ultime tre settimane ci sono pervenute circa 200 richieste di cassa integrazione da parte dell’ aziende del settore delle costruzioni della Provincia di Asti coinvolgendo circa 800 lavoratori e molte altre arriveranno nei prossimi giorni.

Quotidianamente ci confrontiamo telefonicamente con i lavoratori, sono molte le loro preoccupazioni, oltre che per la salute e, il quando e come finirà questa maledetta situazione emergenziale.

Le persone sono preoccupate del come fare a continuare a dare da mangiare alle loro famiglie, a pagare le bollette, l’affitto di casa e per molti anche i finanziamenti in corso.

In edilizia, grazie all’accordo nazionale tra le parti sociali, anche nella nostra provincia la Cassa Edile ha erogato anticipatamente a 1055 lavoratori, per un valore di circa 838 mila euro il premio Ape che corrisponde alla loro anzianità professionale edile ed entro il 30 Aprile verrà anche anticipato alle maestranze parte della Gratifica Feriale.

Precisiamo che sono spettanze che i lavoratori hanno maturato nell’anno precedente e che nessuno ha regalato nulla ma serviranno in questa fase emergenziale a sopperire alla perdita di salario.

Rimaniamo sorpresi dal fatto che alcune aziende anche se solide finanziariamente, hanno preso la strada più semplice decidendo di non anticipare l’indennità economica, nonostante la richiesta delle Organizzazioni Sindacali per tutelare al meglio il reddito dei lavoratori, lasciando che sia l’Inps, con tempi ben più lunghi, a pagare direttamente la cassa integrazione per covid-19 ai loro dipendenti.

Certo una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dall’accordo con le banche per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali, però serve che le banche rendano operativo nel più breve tempo l’accordo, per dare la possibilità ai lavoratori che ne avessero la necessità di richiedere l’anticipo nell’attesa che l’ INPS, eroghi direttamente il pagamento dell’ammortizzatore sociale , altrimenti rischieremo di avere numerose famiglie che per molti mesi non abbiano nessuna entrata economica creando una catastrofe sociale.

Auspichiamo che le imprese che non sono state sensibili, facciano un esame di coscienza e capiscano che i lavoratori vanno tutelati anche da loro.

FENEAL UIL PIEMONTE FILCA ALESSANRIA- ASTI FILLEA CGIL ASTI

Calogero Palumbo Massimiliano Campana   Paolo Conte

Al direttore

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