Attualità - 15 ottobre 2020, 13:13

L’Associazione Italiana Vittime Emergenza Covid torna a chiedere con forza l’adozione della didattica a distanza

I responsabili dell'associazione ritengono l'ultimo DPCM si basi "su presupposti di fatto palesemente erronei"

L’Associazione Italiana Vittime Emergenza Covid torna a chiedere con forza l’adozione della didattica a distanza

L’AIVEC (Associazione Italiana Vittime Emergenza Covid) prosegue nel percorso finalizzato a ottenere la regolamentazione delle lezioni con la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado. A tal fine – annuncia una nota stampa dell’associazione nazionale – nei prossimi giorni impugnerà nelle aule giudiziarie il recente DPCM nella parte in cui il documento del governo non prevede l’attivazione della didattica a distanza e le sue modalità.

“Peraltro – si legge ancora nella nota stampa in aperto contrasto con il contenuto dell’allegato n. 21, richiamato dallo stesso DPCM nel quale si legge testualmente: ‘è infine noto che la carica virale di sintomatici e asintomatici non è statisticamente differente e quindi il potenziale di trasmissione è verosimilmente lo stesso. Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano Sars-cov2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici e quindi il potenziale di trasmissione non è statisticamente differente. Questo non permette una realistica valutazione della trasmissione Sars-cov2 all’interno delle scuole del contesto italiano’. Si legge ancora nel ridetto allegato che non è predicibile il livello di trasmissione, concludendo che la didattica a distanza operata già nel corso dell’anno scolastico precedente è stata una modalità cardine per il contenimento della diffusione dell’infezione”.

I responsabili dell’associazione ritengono, pertanto, vi sia una palese contraddittorietà nel provvedimento in esame che, scrivono “si basa, quindi, sul presupposto di fatti palesemente erronei”. “Il diritto allo studio – argomenta l’AIVEC – dovrà essere garantito in sicurezza e l’unico attuale strumento è costituito proprio dalla didattica a distanza tanto conclamata”.

Redazione

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