Economia e lavoro - 13 luglio 2021, 16:00

Azienda astigiana rinnova contratto a lavoratrice somministrata in maternità

Bordone (Nidil Cgil Asti): "Un'azione rara che accende una luce in un mondo di precariato e di scarse tutele"

Azienda astigiana rinnova contratto a lavoratrice somministrata in maternità

Un’azienda astigiana ha rinnovato per due volte consecutive il contratto ad una lavoratrice somministrata che si trova in maternità.

Una notizia che,  spiegano dalla Cgil, per chi conosce il mondo del lavoro somministrato, ha dell’unico, "un’azione rara ed importante, che – sottolinea Sabrina Bordone, Segretaria provinciale Nidil Cgil - accende una luce in un mondo di precariato e di scarse tutele". 

S.P., classe 1994, si è vista infatti rinnovare sia ad aprile sia a giugno il contratto di somministrazione, in modo da poter arrivare con tranquillità a settembre, mese in cui scatterà la maternità obbligatoria. Sicuramente una boccata di ossigeno e di serenità, considerato il fatto che anche il suo compagno è un lavoratore somministrato.

L’azienda, che ha scelto di non comparire, ha evidenziato il fatto che per loro quella fosse la sola azione possibile nei confronti di una lavoratrice che si è sempre distinta per il suo lavoro.

La vicenda, altamente positiva, apre però la porta a un più ampio discorso legato proprio alla natura stessa dei contratti di somministrazione e, più in generale, all’importanza e alla tutela del ruolo delle donne in ambito professionale e familiare.

"La maggior parte delle aziende – precisa infatti Bordonenon avrebbe rinnovato un contratto in scadenza a ridosso di una maternità, ancor più se in presenza di una lavoratrice somministrata; la normalità, purtroppo, è quella di non andare incontro alle esigenze di una lavoratrice quando diventa madre, anche quando siamo in presenza di contratti fissi, che permetterebbero di rispondere alle esigenze della condizione di madre attraverso una flessibilità oraria, la concessione di part time, ecc. Più frequente, invece, che quella lavoratrice venga costretta alle dimissioni, incuranti del precariato futuro che una “scelta obbligata” come quella sicuramente comporterebbe. Anche per questo – conclude Sabrina Bordone - quanto avvenuto a S.P. fa sperare che le cose possa cambiare, facendo capire come il valore di una persona prescinda dalle condizioni della persona stessa".

Cos’è la somministrazione? 

Si parla di somministrazione di lavoro quando un’azienda o un’impresa richiedono a un’agenzia autorizzata la possibilità di fruire delle prestazioni di uno o più lavoratori. La somministrazione è, dunque, un particolare tipo di contratto, introdotto in Italia nel 2003 per sostituire quello di lavoro interinale, in vigore dal 1997. Può essere a tempo determinato o indeterminato; la sua particolarità consiste nel rapporto trilaterale tra tre soggetti, vale a dire l’agenzia per il lavoro (somministratore), l’utilizzatore (l'impresa presso la quale il lavoratore svolge la propria attività) e lavoratore, che è detto somministrato. Si tratta di una tipologia contrattuale che comporta sicuramente dei vantaggi per le aziende, perché risponde alla loro esigenza di flessibilità sia a breve che a lungo termine.

Comunicato stampa

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