Al Direttore - 30 luglio 2021, 17:12

Casabianca, Valleandona, Montegrosso Cinaglio fra opere pubbliche e private. La nota di Uniti si può

Michele Anselmo e Mauro Bosia, si concentrano sulla nuova costruzione di un resort e chiedono di completare via Crosa che potrebbe congiungere Casabianca a Valle Manina

Casabianca, Valleandona, Montegrosso Cinaglio fra opere pubbliche e private. La nota di Uniti si può

 

La frazione Casabianca, Valleandona e Montegrosso Cinaglio, sta vivendo un momento di grande splendore.

Sono un ricordo lontano i giorni bui della discarica di Valle Manina, con la proposta del suo raddoppio.

Gli anni affievoliscono la memoria e di conseguenza le responsabilità di coloro che proponevano Valle Manina bis, anche se, “banalità del male”, a comandare ad Asti, in parte sono gli stessi di allora, i fautori della discarica, approdati tutti alla destra.

Oggi viene descritta una realtà dinamica della frazione, un' imprenditoria del luogo vivace, propositiva e fantasiosa, capace di far convivere la riserva paleontologica con resort di prossima edificazione.

Diciamo subito che se le nostre frazioni sono vivaci siamo i primi a compiacerci anche se sulla pratica del resort in consiglio comunale abbiamo espresso un voto negativo.

Come dice Papa Francesco, noi comprendiamo le migrazioni dei popoli che, per fame, guerre e clima cercano un futuro migliore; non comprendiamo invece “le migrazioni” dei metri cubi che migrano dalle piane alle colline, che nella migrazione si ampliano, che nella migrazione cambiano magicamente di destinazione d’uso urbanistica e atterrano nei pressi della riserva di Valleandona.

Tutto perfettamente legittimo? Ci hanno detto di si eppure non si possono non cogliere le tante “stonature”. Mutatis mutandis la stessa stonatura di oltre 20 anni fa tra discarica e riserva. Abbiamo letto sul libro Tutela e degrado del territorio. Il caso della Discarica e della Riserva: «[…] Qui in paese se vuoi aprire una finestrella della casa sulle vallate devi seguire regole severe ma a poche centinaia di metri si fanno interventi lunari […]». Mutatis mutandis oggi valgono sempre le regole severe per aprire la finestrella ma a pochi passi dalla riserva, decollato dal fondo valle, atterrerà un resort!

La frazione ha la fortuna di avere, tra i suoi residenti, l’assessore al bilancio del Comune, il Presidente del consiglio comunale, la capogruppo della Lega in Consiglio.

A questi importanti colleghi diamo il consiglio di non trascurare il territorio della loro frazione e di dedicarsi con attenzione e tenacia alla predisposizione di quelle opere pubbliche, le strade in primo luogo, indispensabili agli abitanti, all’imprenditoria locale e anche ai futuri e future clienti del resort.

Ci riferiamo alla strada mai terminata denominata via Crosa, con tanto di palina comunale segnaletica, una strada lunga circa 500 metri che, se finalmente conclusa, congiungerebbe il concentrico di Casabianca con la Strada di Vallemanina.

Il mancato completamento della strada comporta un percorso aggiuntivo di alcuni chilometri da Vallemanina a Rioscone per raggiungere Casabianca.

Oppure le strade pubbliche in frazione sono fatte solo per qualche privato? In 4 anni l’attuale sindaco di Asti, la giunta, e gli amministratori della Frazione non sono stati in grado di portare a compimento un’opera pubblica minima ma fondamentale per centinaia di abitanti.

Forse “la sbornia” del raggiungimento di traguardi economici di eccellenza (ma per chi e nell’interesse di chi?) ha fatto perdere di vista le cose essenziali e fondamentali: le infrastrutture indispensabili per lo sviluppo e la qualità della vita degli abitanti della Frazione.

Gruppo consiliare UNITI SI PUÒ

Michele Anselmo – Mauro Bosia

Al direttore

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