Attualità - 26 agosto 2021, 16:04

Non è così che si promuove l’Astigiano: Cerrato boccia senza appello il marketing territoriale

Giornalista ‘di lungo corso’ e esperto di comunicazione, ha affidato le sue considerazioni a un post su Facebook

Un panorama delle colline patrimonio Unesco

Un panorama delle colline patrimonio Unesco

A ulteriore riprova del crescente interesse che – numeri positivi alla mano, nonostante tutte le problematiche covid – suscita, quella turistica è una tematica sempre più ricorrente.

Con riferimento alle molteplici ‘voci’ di quanti si sono cimentati sul tema, non può certo lasciare indifferenti il pensiero espresso, per tramite di un post pubblicato sul suo profilo Facebook, da Carlo Cerrato.

DALLA RAI ALLA FONDAZIONE GORIA

Giornalista Rai ‘di lungo corso’, già caporedattore della TGR Ligure durante i giorni del G8 di Genova e successivamente della redazione piemontese, attualmente Segretario Generale della Fondazione Giovanni Goria e curatore di una collana per la Casa Editrice “Scritturapura”, è uomo che conosce profondamente i meccanismi della comunicazione.

Una ‘passione’ che ha trasmesso anche al figlio Andrea, già assessore al Turismo e alla Promozione del Territorio nella giunta Brignolo e attuale presidente della Federazione dei Consorzi Turistici del Piemonte “Piemonte Incoming”.

NON NOMINATE IL NOME UNESCO INVANO

Tutto ciò doverosamente premesso, Carlo Cerrato ha espresso tutto il proprio disappunto per la gestione della promozione turistica locale.

“A costo zero, 23 anni fa, ho creato il marchio AstiTurismo, con una bella "è" in sottofondo – scrive nel post –. Perfino banale, ma lo capivano tutti. Fu sostituito dalla sigla incomprensibile ATTU, che ricordava una antica marca di preservativi. Adesso la sigla è diventata LRM, che sta per Langhe-Roero e Monferrato. Asti? Puff. Non c'è più!

“Poi depositai il sito Terredasti.it, buttato via. Feci pubblicare da De Agostini nella sua collana prestigiosa di guide il libro Terredasti (2003) e pubblicai io stesso, nel 2009, la guida Terre d'Asti on the road. Via tutto lamenta il giornalista –. Adesso paghiamo per promuovere chi sta meglio di Cortina. È come se il marketing della pasta Rummo pagasse per far vendere Barilla-Molisana e Gragnano. Ma ci raccontano che va tutto alla grande. Ma davvero qualcuno ci crede? Per favore, almeno non nominate il nome UNESCO invano”.

Gabriele Massaro

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