Cultura e tempo libero - 15 ottobre 2021, 11:15

Al Panathlon la presentazione ufficiale del libro "La terra del Diavolo rosso", di Franco Bocca

Ieri al Ristorante "Antico Casale" di Bramairate

Al Panathlon la presentazione ufficiale del libro "La terra del Diavolo rosso", di Franco Bocca

“I ciclisti sono un po’ come gli alpini”. Scrisse qualche decina di anni fa Fiorenzo Magni, a metà del secolo scorso terzo grande ciclista nella infinita sfida tra Coppi e Bartoli. “Quando si lotta insieme rimane un legame fortissimo per tutta la vita. Poi basta un fischio e ci si ritrova tutti”.

E così è stato ieri, giovedì, al Ristorante "Antico Casale" di Bramairate in occasione della presentazione ufficiale del libro scritto dal giornalista Franco BoccaLa terra del diavolo rosso”. Storie e personaggi del ciclismo astigiano. Ad accoglierlo, in una sala da tutto esaurito, il presidente del Panathlon Club Asti Mauro Gandolfo, al cui tavolo sedevano, ospiti dell’evento, il sindaco Maurizio Rasero, Filippo Pinsoglio e Gian Gerbi Barbero, nipote del “Diavolo rosso”.

Collaboratore de "La Stampa" e prima ancora, a partire dal 1971, di numerosi quotidiani nazionali, vincitore nel 2016 del Premio nazionale "Welcome Castellania", Bocca ha presentato in anteprima assoluta il suo libro fresco di stampa. Duecentoquaranta pagine, edite dalla Hever edizioni di Ivrea, con prefazione di Beppe Conti,

Una quarantina di storie e profili, sportivi e umani, da Giovanni Gerbi a Matilde Vitillo, passando per i successi dei fratelli Giuntelli e di "Vigin Marchisio". Senza dimenticare, anche se non astigiano, la meravigliosa parabola di Filippo Ganna che nel 2013 - a soli 17 anni - sulle "Strade di Papa Francesco" vinceva nella "sua" Montemagno una corsa giovanile organizzata dallo stesso Franco Bocca.

Una serata come sempre ricca di immagini e testimonianze, che ha dedicato giusta attenzione anche al Giro d'Italia ad Asti, a distanza di un anno (era il 23 ottobre 2020) dal 5° arrivo (i precedenti nel 1935, 1960,1963 e 2003) della "Corsa Rosa" in città. Con il sindaco Maurizio Rasero a chiarire che “l’utile della manifestazione, circa 16.000 euro, originariamente destinati dal Comitato Tappa, d’accordo con il Comune di Asti, a lavori di rifacimento della palestra Dalla Chiesa di C.so Alba, erano stati successivamente girati all’Asti Calcio per problematiche idriche dello Stadio, senza la cui risoluzione l’impianto non sarebbe stato utilizzabile”.

Ieri è entrato a fare parte del Club Giovanni Trombetta (un ritorno il suo in quanto già panathleta negli anni '80), già presidente del Comitato "Asti 90" (il Brasile ad Asti), artefice "principe" lo scorso anno dell'arrivo del Giro d'Italia ad Asti, dopo molti incarichi societari (Perugia, Torino) e in Lega nazionale professionisti (Giudice Sportivo aggiunto), oggi componente della Corte Federale d'appello per la FIGC. Nonchè Delegato "Grandi eventi" e Presidente della Commissione Sport del Comune di Asti.

Comunicato stampa

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