Mentre le elezioni Amministrative del 12 giugno si avvicinano, noi proseguiamo il nostro ciclo di articoli di approfondimento finalizzati a farvi conoscere meglio alcuni dei candidati al Consiglio comunale che verrà determinato dai voti degli astigiani.
Nello specifico il focus odierno è dedicato a Francesca Varca, esponente della lista civica “Maurizio Rasero Sindaco” che, dopo un primo quinquennio tra i banchi della maggioranza, ha deciso di ricandidarsi per una seconda tornata amministrativa.
Sta volgendo al termine un quinquennio amministrativo importante, che purtroppo nella seconda parte è stato contrassegnato dall’emergenza pandemica. Una situazione tanto complessa quanto inedita, che lei ha vissuto in prima persona come consigliera di maggioranza. Partirei proprio da qui, dal bilancio di questa esperienza
Io ero alla prima candidatura e, non lo nego, sono stata anche un po’ sorpresa di essere stata eletta. Ciò premesso, sono stati cinque anni importanti in cui siamo riusciti a mantenere un grande affiatamento tra di noi che si è rivelato molto utile. In particolare quando, a metà mandato, siamo stati colti alla sprovvista dall’emergenza sanitaria che ha fermato tutto. Un nemico importante da fronteggiare, ma siamo riusciti a gestirlo. In quel contesto il sindaco è stato molto presente, ci aggiornava quotidianamente e con le sue dirette ci ha anche aiutato a capire cosa stava accadendo fuori dalle nostre case. Per quanto riguarda me in prima persona, mi sono messa a disposizione per fornire informazioni e notizie utili. Per fortuna ora stiamo riprendendo in mano la nostra vita e stiamo ripartendo.
All’impegno in Comune, affianca quello in Provincia di Asti, ente di cui da alcuni mesi lei è vicepresidente, in cui si occupa di settori nevralgici quali il turismo e le manifestazioni, la transizione digitale e innovazione e le politiche giovanili e sportive. Quanto è stato fatto e quali ritiene dovrebbero essere le priorità per l’immediato futuro, in questi ambiti?
Ho iniziato questa esperienza nel 2019 e nel 2022 ho avuto l’incarico di vicepresidenza e altre deleghe piuttosto importanti. Diciamo che il fatto di partecipare ai consigli provinciali apre un mondo, perché oltre al tuo comune capoluogo hai contezza anche delle esigenze di realtà diverse. Io ho avuto anche un ottimo rapporto con alcuni sindaci e ho riscontrato che, soprattutto i sindaci dei paesi più piccoli, hanno un contatto praticamente giornaliero con i loro compaesani e pongono un enorme impegno per soddisfarne le esigenze. Venendo alle mie deleghe, ritengo che il turismo sia un’attività che va coltivata, ciascuno secondo le proprie peculiarità, tenendo conto che l’Astigiano grazie all’enogastronomia, alle manifestazioni e al patrimonio storico-architettonico potrebbe contare su un turismo presente tutto l’anno. In quanto alla promozione delle manifestazioni, grazie al portale AstiGov riusciamo a fornire informazioni importanti riguardo tutti gli eventi in programma nei 118 comuni della provincia, per cui i turisti possono attingervi per costruire in autonomia i propri percorsi. In quanto alla transizione digitale, è un punto di svolta ormai imprescindibile e che può fare molto bene anche allo sviluppo del turismo, mentre i giovani sono il nostro presente e il nostro futuro, per cui penso sia importate dargli molto spazio e ascoltare le loro idee, perché possono fornire un contribuito estremamente importante.
Sulla base della sua esperienza personale, ritiene che anche in politica le donne subiscano un ‘gap di genere’, che comporta quindi maggior difficoltà ad emergere, o il problema è meno percepito rispetto altri ambiti?
Sì e no. Nel senso che, sulla base della mia esperienza, ho riscontrato che i ruoli sono affidati per qualità e competenza e non solo ‘per genere’. Di contro, è vero che permangono vecchie culture che, in politica così come in molti altri ambiti, rallentano un po’ il percorso femminile, ma chi ha le capacità riesce ad emergere comunque, nonostante le difficoltà. Certo, qualche ulteriore passo in avanti sarebbe ancora necessario, ma credo che il gap si stia riducendo molto.
Infine vorrei chiederle perché ritiene gli elettori dovrebbero darle la loro preferenza
Ho scelto di ricandidarmi perché vorrei proseguire il percorso civico iniziato ormai 5 anni fa. Il mio approccio alla politica è finalizzato a cercare di essere di supporto alle persone nella quotidianità. C’è chi si impegna nel volontariato, io invece ho cercato – e continuerò a farlo, se gli elettori mi vorranno rinnovare la loro fiducia - di portare le istanze dei cittadini ai tavoli decisionali. La mia non è una candidatura finalizzata a una ‘rincorsa alla poltrona’, quanto piuttosto a rendermi utile per i miei concittadini, facendomi portavoce delle loro istanze.





