Scuola - 08 maggio 2024, 18:32

"Niente più lavoretti dei bimbi all'asilo per non discriminare, ma perché?": lettera "denuncia" di una mamma dell'Astigiano

"Le tradizioni fanno parte del nostro Paese, la diversità si supera con l'intelligenza", scrive la donna in polemica con la chat di classe

Immagine generica di archivio

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Dopo le polemiche con i crocifissi o con la chiusura per il Ramadan, una nuova polemica sfiora il mondo della scuola.

A scrivere è la mamma di un bimbo di tre anni e mezzo che frequenta la scuola materna di un paesino dell'Astigiano, nemmeno mille abitanti, dove si conoscono proprio tutti.

Come tutte le scuole e le classi di ogni ordine e grado, anche la materna ha la sua chat di classe ed è proprio in chat che ha preso forma l'insidia di una polemica che apre la porta a riflessioni.

"Dall'inizio dell'anno - scrive la mamma - ho notato che per la festa dei nonni non era stato fatto alcun lavoretto da portare a casa. Lo stesso a Natale e alla festa per il papà. Ho quindi scritto un messaggio sul gruppo delle mamme chiedendo se ci fosse un motivo particolare per cui non venissero fatti....e come risposta mi dicono che non è inclusivo e non si fanno più".

È sconcertata G. che, con l'avvicinarsi della Festa della Mamma, torna a chiedere conto, questa volta alla maestra della classe ma, racconta "Mi viene risposto un secco no". Alla richiesta del perché, è stato rimarcato che "Ci sono alcune famiglie che non hanno mai sentito neppure nominare la parola papà".

"So che scuole nelle vicinanze fanno i lavoretti e anche nello stesso nido della cooperativa all'interno della stessa scuola si fanno. Ora mi chiedo ma perché sei bambini così piccoli devono rinunciare a fare delle belle attività che si sono sempre fatte e festeggiate? Perché si tende a nascondere o fare finta che non esistano determinate cose, al posto di cercare delle soluzioni o fare dei lavoretti con forme di amore diverso?"

Rimarca ancora la mamma: "Nel 2024 sappiamo quante sfumature abbia l'amore, sappiamo che i bimbi sono delle spugne e se riusciamo a fare vivere il dolore in maniera diversa già da piccoli non avranno traumi da più grandi. Le festività sono talmente tante che è un po' riduttivo rinunciare a tutte, trovando la scusa di avere famiglie particolari". 

"Le tradizioni  - conclude - fanno parte del nostro Paese. Certe cose sarebbe bello non cambiassero mai e sarebbe bello che con intelligenza si riuscissero a superare le diversità".

Betty Martinelli

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