Economia e lavoro - 13 maggio 2024, 07:27

Previsioni occupazionali in Piemonte: più di 30mila le assunzioni previste dalle imprese, ma difficile trovare specialisti nelle scienze della vita

Il trend appare positivo sia a livello mensile, con 1.860 entrate in più rispetto a maggio 2023 sia su base trimestrale. Resta elevata la difficoltà di reperimento, che riguarda il 49,8% delle entrate previste

Previsioni occupazionali in Piemonte: più di 30mila le assunzioni previste dalle imprese, ma difficile trovare  specialisti nelle scienze della vita

Sono circa 30.010 i contratti programmati dalle imprese piemontesi per maggio 2024, valore che sale a 92.180 se si considera l’intero trimestre maggio-luglio 2024.

Il trend appare positivo sia a livello mensile (+1.860 entrate rispetto a maggio 2023, per una variazione tendenziale del +6,6%), sia su base trimestrale (+3.300 assunzioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). A livello complessivo nazionale si registra un’espansione di circa 27mila unità rispetto a maggio 2023 (+5,8%) e di quasi 35mila unità sul corrispondente trimestre del 2023 (+2,2%)

 Le entrate in Piemonte a maggio 2024 rappresentano il 22,0% delle 136.300 assunzioni previste nel Nord Ovest e il 6,1% del totale di quelle nazionali (494mila circa).

Questi sono alcuni dei dati contenuti nel Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, basato sulle interviste effettuate su un campione di imprese nel periodo 18 marzo - 3 aprile 2024.

Il 55,7% delle assunzioni programmate per il mese di maggio riguarda imprese di micro e piccola dimensione (1-49 addetti), il 20,3% realtà di medie dimensioni (50-249 addetti) e il 24,1% grandi aziende (250 dipendenti e oltre).

Il 76,6% delle entrate programmate dalle aziende piemontesi riguarderà personale dipendente (valore in diminuzione rispetto ad aprile 2024), il 16,7% lavoratori somministrati (in aumento), l’1,9% collaboratori e il 4,9% altri lavoratori non alle dipendenze.

La domanda di lavoro anche a maggio 2024 è trainata dai contratti a tempo determinato con il 57% delle entrate programmate (in diminuzione di un punto rispetto al mese precedente), seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 28% dei casi (in calo di tre punti su aprile 2024). L’apprendistato rappresenta la tipologia contrattuale prescelta per il 9% delle entrate, mentre gli altri contratti detengono una quota residuale del 6% del totale complessivo regionale.

Delle 30.010 entrate previste in Piemonte nel mese di maggio 2024 il 15% è costituito da laureati (in aumento di un punto rispetto ad aprile 2024), il 30% da diplomati (in calo di 2 punti sul mese precedente), le qualifiche o diplomi professionali e la scuola dell’obbligo pesano rispettivamente il 36% e il 18%.

Considerando i dati del trimestre maggio-luglio 2024 emerge come siano sempre i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con 61.220 entrate, il 66,4% del totale (2.140 unità in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). L’industria prevede 30.960 entrate, generando il 33,6% della domanda totale e segnando un aumento di circa 1.160 unità rispetto al periodo maggio-luglio 2024. Tra i servizi, il comparto che assorbirà la fetta più rilevante delle 92.180 entrate previste nel trimestre maggio-luglio 2024 è il turismo (servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici), con 13.920 ingressi (15,1% del totale), seguito dal commercio, con 13.130 entrate e una quota del 14,2% del totale e dai servizi alle persone, per cui le imprese intervistate presumono di dover effettuare 11.860 assunzioni (il 12,9%).

All’interno del comparto industriale si distinguono il settore edile, con 7.910 entrate previste nel periodo in esame, e le industrie meccaniche ed elettroniche, con 6.810 assunzioni nel trimestre e una quota del 7,4% del totale.

Il 25% delle entrate previste a maggio 2024 nella nostra regione sarà destinato a professioni commerciali e dei servizi, il 21% a dirigenti, specialisti e tecnici. Gli operai specializzati e conduttori di impianti produrranno il 29% delle entrate e solo il 9% sarà rappresentato da impiegati. I profili generici costituiranno il 16% delle assunzioni del mese.

Più di un’assunzione su tre (35%) interesserà giovani con meno di 30 anni. Nel 21% dei casi le imprese prevedono di assumere personale immigrato.

Per il 61,8% circa delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Il 20,8% dei neo assunti sarà chiamato ad applicare soluzioni creative e innovative, il 14,0% coordinerà altre persone.

Il 42% delle entrate sarà inserito nell’area della produzione di beni ed erogazione del servizio (in calo di 2 punti rispetto al mese precedente), il 19% nelle aree commerciali e della vendita, il 17% in quelle tecniche e della progettazione. La logistica assorbirà l’11% circa delle assunzioni programmate per il mese di maggio 2024, l’area amministrativa e quella direzionale genereranno rispettivamente una quota pari al 5% e al 6%.

Si conferma elevato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: a maggio sono difficili da reperire il 49,8% dei profili professionali ricercati, quota di 2,6 punti percentuale superiore rispetto a un anno prima, ma stabile rispetto al mese di aprile 2024. L’incidenza delle posizioni lavorative che rischiano di restare scoperte in Piemonte è, inoltre, più elevata rispetto alla media nazionale (48,2%).

Le difficoltà di reperimento sono legate in primo luogo alla mancanza di candidati (32,8%, in crescita rispetto a maggio 2023), cui segue l’inadeguata preparazione degli stessi (11,9%, quota stabile rispetto ad un anno fa).

Le professioni più difficili da reperire in Piemonte nel mese di maggio 2024

Tra le figure più difficili da trovare si individuano sia professioni con elevata specializzazione, quali gli specialisti nelle scienze della vita (il 93,1% delle circa 200 entrate programmate è di difficile reperimento), sia figure operaie specializzate quali addetti alle rifiniture delle costruzioni (85,5%), fabbri ferrai costruttori di utensili (82,2%), meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/mobili (74,8%), fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (74,3%) e conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (73,2%).

Nel dettaglio dei titoli di studio, la ricerca di personale laureato sarà difficoltosa per una quota superiore a quella media regionale (51,3%); tra gli indirizzi che presentano le criticità maggiori si individuano quelli chimico-farmaceutico (87,0%), sanitario e paramedico (69,1%), scienze matematiche, fisiche e informatiche (68,4%) e ingegneria civile ed architettura (63,5%).

Le imprese lamentano difficoltà anche nel reperimento di candidati con istruzione tecnica superiore (ITS, 66,5%, in calo però rispetto al dato di aprile, quando il 73,7% delle figure richieste rischiava di rimanere scoperto).

A livello secondario si riscontrano nel complesso problematicità nel reperimento di candidati inferiori alla media regionale (47,4%). Vi sono, tuttavia, indirizzi che segnalano un mismatch tra domanda e offerta di lavoro particolarmente elevato, quali meccanica, meccatronica ed energia (73,3%), produzione e manutenzione industriale e artigianale (72,0%), socio-sanitario (69,4%) e costruzioni ambiente e territorio (67,4%).

Per quanto riguarda, infine, la qualifica di formazione o diploma professionale (la difficoltà di reperimento media del titolo di studio è del 54,7%), i problemi maggiori si segnalano per gli indirizzi elettrico (79,8%), riparazione di veicoli a motore (71,8%), ristorazione (67,8%) e meccanico (63,8%).

Comunicato stampa

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