Cronaca - 19 maggio 2024, 19:50

Laurea in carcere per Michele Buoninconti, condannato a 30 anni per l'omicidio di Elena Ceste

L'ex vigile del fuoco, che si è sempre proclamato innocente, ha conseguito il titolo accademico in Economia e Commercio

Una foto d'archivio di Michele Buoninconti, risalente ai mesi della scomparsa di Elena Ceste

Una foto d'archivio di Michele Buoninconti, risalente ai mesi della scomparsa di Elena Ceste

Nonostante siano ormai trascorsi 10 anni dalla scomparsa della donna – di cui non si ebbero più notizie dal 24 gennaio 2014, quando il marito ne denunciò il presunto allontanamento dalla villetta di strada San Pancrazio (frazione Motta di Costigliole) dove la coppia viveva con i quattro figli, all’epoca bambini – la tristissima vicenda di Elena Ceste torna sistematicamente ad essere citata per aspetti connessi alla sua vita.

L’ultimo in ordine di tempo riguarda il 48enne Michele Buoninconti – ex vigile del fuoco e marito della vittima che, pur continuando a proclamarsi innocente, in tutti e tre i gradi di giudizio è stato ritenuto unico responsabile dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere e pertanto sta scontando una condanna a 30 anni di carcere – che pochi giorni fa ha discusso la sua tesi nel carcere di Alghero (SS), dov’è detenuto, laureandosi in Economia e Commercio con un valutazione finale di 100/110.

La cerimonia di proclamazione, svoltasi all’interno dell’istituto penitenziario, è naturalmente stata strettamente privata, alla presenza dei docenti chiamati a valutarne la preparazione, di pochi familiari e del personale della Polizia Penitenziaria.

 

La vicenda che tenne con il fiato sospeso l'ItaliaPer quanto all’epoca il concetto di ‘femminicidio’ non fosse ancora stato introdotto, nonostante gli episodi di violenza sulle donne fossero già numerosi, il ‘caso Ceste’ tenne per mesi l’Italia con il fiato sospeso tra segnalazioni (purtroppo infondate) di chi sosteneva di averla incrociata nei luoghi più disparati e la tragica realtà del rinvenimento dei resti del corpo, avvenuto il 18 ottobre 2014, in un canale di scolo nella zona del rio Mersa, ad Isola d’Asti.

Buoninconti, che nei mesi di ‘assedio mediatico’ alla sua abitazione fu protagonista di alcuni scatti d’ira nei confronti dei giornalisti, venne arrestato poco più di tre mesi dopo, il 29 gennaio 2015, e da allora non ha più rimesso piede fuori da istituti di pena dove però, come previsto dalla norma finalizzata al recupero sociale dei detenuti, ha potuto studiare fino a raggiungere il traguardo della laurea.

Gabriele Massaro

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